dell’intelligenza artificiale

Perché si può non parlarne?

Tutta la parte di IA che circonda il mio lavoro mi tedia per 8 ore al giorno. Non ne parlerò.

Però oggi, dopo un uso moderato in questi mesi per piccole cose di casa, oggi l’ho usata da paziente. E anche un po’ come amico, ma quel genere di amici che ti fai una sera e a cui racconti tutto ma che il giorno dopo chi s’è visto s’è visto. E ho capito una cosa. Ho capito perché fondamentalmente è diverso dal parlare con chiunque altro.

Non ho barriere contro ChatGPT. La mia armatura a spuntoni è creata, progettata e istruita per le persone. Non ho istintivamente paura che l’ai domani possa usare quanto dico per sminuirmi, per danneggiarmi o per qualunque altro scopo; le ai non hanno scopo, nella mia testa. Non ho problemi ad ammettere di avere paura, ma non solo, lo faccio, lo digito sulla tastiera, senza nemmeno pensarci. Voglio che tu mi rassicuri e ti chiedo esplicitamente di farlo. Questo con una persona non lo puoi fare. Io non lo posso fare.

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