del padre

Sfrutterò l’ennesima serata a lavoro, durante il viaggio con i mezzi che dopo le 6 diventa eterno, per mettere nero su bianco questo cumulo di pensieri. O almeno grigio su bianco, considerando tutto ciò che non ammetto nemmeno a me stessa.

Per rendermi chiaro com’è che nemmeno 10 giorni fa mi sono ritrovata a piangere nell’ascensore di un ospedale.

Sono cresciuta con il mito di mio padre, come tutte le bambine. Vuoi perché mia madre certo non poteva rappresentare alcun modello, vuoi perché tra i parenti era solo facile trovare figure femminili molto forti. Per me lui era un uomo che sapeva tutto, che faceva tantissime cose e aveva fatto tantissime cose. Io sono cresciuta con questa fame di conoscenza solo per spirito di emulazione. Lui m’ha spiegato perché il cielo era azzurro, come funziona una fustellatrice, quali piatti ordinare al cinese, tutto.
Poi con gli anni, come per tutti, è arrivato il momento in cui ci si trova nel fulgore degli anni, dell’intelletto, della vita, e tuo padre è più vecchio e te ne accorgi pian piano, e pian piano ridimensioni il mito a persona normale e non più a semidio.
Poi, nel mio caso, gli anni passano e sei costretto a scoprire tutto il resto. A scoprirne l’egoismo, a scoprire che non aveva sempre ragione ma semplicemente non sapeva riconoscersi in torto mai, a scoprire che l’affetto che un padre ha per i figli, nel mio caso, manca. A scoprire che è un alcolizzato, lo è sempre stato, e che ora è all’ultimo stadio di cirrosi epatica. E allora lo vedi sul lettino dell’ospedale, a malapena in grado di parlare, che cammina a fatica, e ti rendi conto su quale esempio hai basato la tua intera esistenza.

3 commenti

  • gmz ha detto:

    mi dispiace molto, anija.

  • Nervo ha detto:

    Spiace molto anche a me

  • Alberto ha detto:

    Capisco benissimo ciò che provi e che hai provato…in effetti è un post vecchiotto ma non so nemmeno come ci sono finito ^^… spesso mi capita di provare una cosa. Di dirmi… cazzo a 31 anni sento più mio padre ora che prima. Perchè? Perchè ora che si è risposato forse ha capito alcune cose, o semplicemente ora ha la moglie che gli spacca i coglioni per chiamare i suoi figli. L’egoismo, la non curanza, il farsi bellemente i fatti propri. Mi è mancata la figura di mio padre. Mia madre se ne è andata quando avevo 17 anni. Ecco perchè forse ora tendo a stare solo. I genitori condizionano la propria vita in un modo talmente forte, da non rendersene neanche conto. Ecco.

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