laurea

Ieri ho disertato completamente la vita informatica; sono stata da *lui*, come se fosse domenica, con la sensazione da domenica addosso; siamo andati a vedere sua sorella che discuteva la tesi.
Che tristezza; immaginare una mia ipotetica vita universitaria, cosa sarebbe cambiato, come mi sarebbe piaciuto. Ricordare eventi, parole, discussioni, pianti, rinunce, rabbia. Continuare a cullare l’ipotesi, un giorno, di iscrivermi ai corsi online del politecnico e avercela anche io, la mia laurea, la mia pergamenina, scrivere la mia tesi.
Mi hanno offerto tante volte, di mantenermi e pagarmi l’università, se tornavo a casa, i miei. Come si fa ad accettare una cosa simile, quando vivi per conto tuo da anni? Non puoi. Servirà, a loro, per scaricarsi la coscienza; anche se dubito che ce l’abbiamo davvero, questa scelta, sulla coscienza; loro pensano e ribadiscono « se volevi davvero farlo bastava chiederlo e ti avremmo lasciata ». Certo, certo. Avrei dovuto elemosinare, pregare, implorare, convincere, con ancora nelle orecchie l’eco dei vari « appena finisce la scuola io non la voglio più in casa, che si trovi un lavoro e se ne vada », « non merita di andare all’università » sussurrati al di là di muri ottusamente troppo sottili.
Sappiate, tutti voi che frequentate superficialmente le vostre università, i vostri master, le vostre specialistiche, come cosa dovuta e ovvia, senza il minimo impegno o senza fare lo sforzo di trovarvi un lavoro nemmeno dopo il decimo anno di iscrizione, credendo che essere usciti con 60 dalle superiori vi renda comunque meritevoli di frequentare l’università, sostenendo che « i professori sono tutti stronzi » o « io non volevo fare questa facoltà, ma ormai » o andando a raccontare che « tutti se vogliono fare l’università la possono fare, basta frequentarne una pubblica » come se solo l’importo della retta scolastica fosse l’unico fattore decisionale, sappiate. Che vi odio, profondamente e visceralmente, tutti quanti.

18 commenti

  • LaVa ha detto:

    Più che giusto quello che scrivi, inoltre penso che i genitori siano molto ben disposti all’inizio di una qualsiasi scelta del figlio, poi però te la rinfacceranno sempre, in qualunque occasione. Questa ovviamente è soltanto la mia opinione.

  • britishkiller ha detto:

    come odio anche io quella categoria di persone…

    io sto a casa e continuo a vivere ipocrisie e una vita non mia per fare l’università, mi spacco ma so che mi aspettano ancora 3 anni di studi (specialistica+master) e il tempo di trovare qualcosa e rendermi indipendente, e odio essere costretta a sacrificare la mia libertà per un futuro poco certo…

    odio specialmente i fuorisede che si fanno mantenere da mamma e papà e nel 70% dei casi se la spassano, vanno fuori corso e non fanno un cazzo…

  • Lucretia ha detto:

    … che poi (continuando il discorso di cecilia) io se stessi fuori sede e mi facessi mantenere senza fare un cazzo dalla mattina alla sera, ma soprattutto senza avere un rendimento più che dignitoso all’università mi sentirei una merda…

    io mi sono sempre ritenuta privilegiata per l’opportunità che ho avuto, ma c’è davvero a chi non importa un cazzo di niente.

  • louis ha detto:

    con la maggiore età io scelsi non solo di lasciare la famiglia ma anche il -paese-
    ho sempre lavorato e studiato la notte – vabbè lettere non è una facoltà così impegnativa- si sa.
    detto questo capisco il tuo disappunto verso coloro che si parcheggiano all’uni e vivono di rendita –
    però – e adesso arrabbiati pure – se ci tieni davvero e così tanto – prova a pensare che – magari non adesso – puoi sempre farlo.
    è duro e pochi ce la fanno -da soli e lavorando- ma tu sei tra questi pochi – mai vista tanta determinazione motivazione e rabbia –
    perchè lo ritieni impossibile?

  • anija ha detto:

    Non lo ritengo affatto impossibile, anzi, lo farò appena ne avrò l’opportunità (cioè uno stipendio abbastanza alto per poter lavorare solo otto ore al giorno e/o qualcun altro a casa a cui lasciare le faccende mentre io studio per un esame)

  • sakai ha detto:

    mamma mia, che cosa estrema… Si può definire "stupida" una persona che prende superficialmente una cosa come l’università, ma odiarla solo perchè tu riesci ad apprezzare quello che loro non apprezzano mi sembra un pò troppo esagerato!

    Alla fin fine ognuno fa quello che vuole. Se cento persone dicono "i professori sono tutti stronzi" o stanno 20 anni sui libri perchè sono pigri, a te non entra e non esce niente, non penso ti facciano qualcosa…

    Secondo me c’è troppo rimpianto in te…

  • anija ha detto:

    Si possono odiare solo le persone che fanno direttamente qualcosa di male?

    Che diritto ho io di giudicare un intero gruppo di persone definendole stupide? Trovo sia mille volte meglio dire che io personalmente le detesto.

    Secondo me c’è troppo rimpianto in te…
    E’ un male rimpiangere quello che non si è potuto avere?

  • metroguida ha detto:

    Avrei voluto frequentare l’università, avrei voluto seguire un corso di giornalismo. E invece dal terzo anno si scuola superiore ho dovuto inziare a lavorare nel pomeriggio. Credo che quando i subdoli genitori ti costringano a queste scelte difficilmente sono perdonabili.

  • anija ha detto:

    Assolutamente.
    Io sono una di quelle con il nobile intento di mettere al mondo dei figli solo se fossi in grado di permettere loro – non dico di vivere nel lusso – ma qualche vizio e le cose indispensabili per la loro crescita, culturale e non. Ovviamente, con l’impegno e l’interesse dovuto da parte dei figli.

  • sakai ha detto:

    E’ un male rimpiangere quello che non si è potuto avere?

    No, non credo… Ma se il rimpianto porta all’odio non è una cosa così positiva…

  • anija ha detto:

    Certo che no, ma non sono io che ho scelto il rimpianto

  • sakai ha detto:

    …uhm, questo l’ho capito… però potresti scegliere anche di canalizzare l’energia, se così si può dire, del rimpianto in qualcosa di costruttivo… l’odio non lo è mai, secondo me.

  • Yumiko212 ha detto:

    Apparte che come dice una persona saggia,anche odiare e’ un diritto..
    Io sono una fuori sede che ha dovuto accettare compromessi,perche’ i miei sono quelli che ti danno le cose pero’ te le rinfacciano sempre.E’ vero che ci sono un sacco di persone cosi’,e davvero non capisco perche’ han voglia di  rimanere dipendenti dai genitori per tutto questo tempo…non vogliono crescere mai?E poi e’ prorprio vero, che non si rendono conto della fortuna che si ha potendo studiare.

  • anija ha detto:

    Odiare e ammettere di farlo a me sembra un buon modo per cercare di vivere in un frangente un po’ meno ipocrita del dovuto.

    Se io non avessi i genitori e fossi cresciuta da sola, avrei diritto di odiare la ragazzina di turno che fa una strage e ammazza la sua intera famiglia? Sì, perché no?
    Solo che non è necessario essere assassini per attirarsi l’odio altrui.

  • sakai ha detto:

    tutto giusto, tutto vero, hai il diritto di odiare chi e come vuoi… però resta molto triste l’odio in se. Imbruttisce le persone in tutti i sensi, ed è anche inutile…

  • bollesan ha detto:

    è vero ieri sono mancati i tuoi post…  Mi ricordo che due anni fa con il black out a Roma rimasi quasi un giorno senza luce, alla fine stavo per dare le capocciate al muro.
    Staccare la spina fa bene ogni tanto ma non se è una cosa forzata.
    Cattivi i tuoi, mi dispiace non solo per l’università, sopratutto per il tuo rapporto con loro.
    Sono sicuro che questo ti fa soffrire. Mi dispiace.

  • anija ha detto:

    Sakati: sul forum abbiamo un thread, io odio, con 16 pagine e varie espressioni di odio verso varie cose.
    E onestamente, non credo che questo ci renda brutte persone; se dicessi che odio la guerra andrebbe bene, vero? Eppure è sempre odio.

  • sakai ha detto:

    non siamo d’accordo, capita!

    però mi sembra un pò diverso "vi odio profondamente e visceralmente tutti quanti" rispetto alle cose di quel topic che sono anche simpatiche!

     

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