sogni (o bisogni)

Sono riuscita anche a sognarti. Di nuovo. E ho di nuovo sognato ragni giganti, addosso questa volta, e mi sono svegliata mentre cercavo di togliermeli dai capelli.
Nel sogno, hai sempre qualche anno di meno, non hai la barba, ed hai gli stessi capelli di adesso. Nel sogno eravamo tutti insieme in una grandissima stanza che sembrava la cucina della mia prima casa, con un grosso tavolo e tante sedie. Tu ti avvicinavi con fare sconfortato per darmi la notizia della morte di un amico, e io ti rispondevo che lo sapevo già perchè l’avevo sognato. Mi dicevi che si mormorava si fosse sparato, e io ti rispondevo che no, era il fratello che si era sparato, me l’aveva raccontato lui stesso il giorno prima. Ed eravamo vicini nel sogno, e mentre ti avvicinavi per caso mi hai sfiorato le labbra con le tue (e questa è una cosa che succede solo in un sogno, intendo il per caso). Che non te ne accorgevi o simulavi di non accorgertene.

Come quel giorno attorno al tavolo rotondo si parlava ridendo e scherzando di come ti morissi dietro tanti anni fa, e mi si chiedeva cone ci avevo provato, proponendo vari metodi e io ho buttato lì un « no, quello non l’ho provato » e poi abbastanza piano perchè sembrasse una riflessione tra me e me e abbastanza forte perchè tu sentissi « forse potrei provarci ora… » e tu seduto di fianco a me ti sei girato a guardarmi per un attimo e io ho continuato a tenere lo sguardo fisso davanti a me e a parlare di niente. Senza vedere che espressione avevi. Chissà cos’hai pensato. Cambierebbe parte della mia attuale vita sapere adesso l’esatto pensiero che ti ha attraversato la testa in quel momento. Cambierebbe perchè, per me, vivere con il cuore in pace è sempre meglio che avere dubbi, di qualsiasi natura.

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