apertivo

Guardarlo. Ascoltarlo. Cercando di non pensare, cercando di non sentire di sentirmi piccola e impotente, a star lì, a non dire niente.
A non dire una cosa che probabilmente è ovvia. O forse no.
Scendere dalla macchina con un’esitazione. Con la voglia di ripensarci, risedermi, chiudere la portiera, guardarlo e dirgli che quando si avvicina mi sento scaldare la pelle. Che lo starei ad ascoltare per ore, quando parla. Che quando c’è lui sento ogni nervo distendersi e ho voglia di sorridere.
Che sono sicura, quasi sicura, che lui tutte queste cose le sa già, ma voglio essere io a dirgliele. In prima persona, guardandolo. Consegnandogli, tra le mani, tutte queste cose. Tutto quello che sento. Vorrei non fosse solo qualcosa di tangibile nell’aria, vorrei fossero concrete e definitive parole a scandire tutto questo.

2 commenti

  • Jules ha detto:

    Qualche mese fa (e sul blog si capiva bene) ho avuto un periodo simile a quello che stai vivendo adesso. Occhi orecchie e pensieri pieni di qualcuno… forse sbagliato forse no. Forse amico o forse no.

    Solo la lontananza mi ha fatto ritornare in me… ma forse me ne sto pentendo ancora adesso…

  • anija ha detto:

    # Jules

    La lontananza. Lui ha appena deciso che per almeno un anno sarà vincolato in questa città quindi … decisamente poca lontananza per me. Il problema sono tutti questi forse, dannazione.

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