cazzate notturne

A heart that’s full up like a landfill,
A job that slowly kills you,
Bruises that won’t heal
You were so tired, happy,
Bring down the government,
They don’t, they don’t speak for her
I’ll take the quiet life, a handshake of carbon monoxide

Ti ritrovi, a volte, delle sere, a sederti davanti a un computer e sentirti più vuota di lui. Di una scatola grigia. Senza motivo.
E vorresti piangere. Senza motivo. Vorresti poter avere qua tutti, adesso, in questo istante. Poter abbracciare le persone a cui tieni. Poter dire quelle parole che ti porti dentro da una vita alle persone a cui vorresti dirle prima che sia troppo tardi. Ci sono momenti, in cui il tempo sembra diventare un enorme mattone che scende in picchiata fino a schiantarsi al suolo. Non c’è tempo. Prima che io abbia trovato il coraggio, il modo, il momento, cosa dire a certe persone, non avrò più tempo.

No alarms and no surprises, no alarms and no surprises
No alarms and no surprises
Silent, silent
This is my final fit, my final bellyache with
No alarms and no surprises, no alarms and no surprises
No alarms and no surprises, please

Oppure ti ritrovi con sensazioni non tue. Con sensazioni che si appiccicano addosso senza saperne il motivo. Sorridi. O Contrai il viso pensierosa, pur senza pensare a niente, sapendo che ogni volta che lo fai compaiono quelle tre sottili rughe sulla fronte. Ma non importa, perchè adesso qua con me non c’è nessuno a guardarmi e posso anche piangere senza motivo, ridere senza motivo, rasserenarmi o incupirmi per un rumore, per un odore, per un ricordo, senza spiegarlo a chi, magari, non sa. Senza analizzarlo. Senza rispondere a dei perchè. Sentendolo e basta.

Such a pretty house, such a pretty garden
No alarms and no surprises, no alarms and no surprises
No alarms and no surprises, please

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