post lungo (attenzione: è anche privo di significato)

Ho visto sola uno dei film che volevo vedere con lui. E forse non era
nemmeno la sera giusta. Dopo un weekend di parole ingoiate, di parole
superflue, di parole a richiesta, di troppe parole. Avrei voluto
alzarmi dal letto e aprirgli questa pagina e mettere su enjoy the silence.
Words like violence, break the silence, come crashing in into my little
world. E dopo questo weekend coperto da una cappa di grigio anima, una
giornata afosa e assolutamente impermeabile ai pensieri, dove l’umidità
copriva tutto come fosse brina invernale, solo più leggera. E dopo
questo, ancora, una serata sottotono, decisamente un’altra serata che
non voglio ripetere, a contatto con la prova vivente dell’erratezza
della frase le persone non cambiano mai. Forse è una frase vera solo al negativo. Forse la dicitura giusta è le persone non cambiano mai in meglio.
Le persone cambiano in negativo, si deformano, come si deforma con il
calore del tempo il vetro attraverso la quale le guardiamo.
Io alle volte apro i log, i vecchi log. Log vecchi ormai più di 8 mesi.
E mi domando se sono io che non voglio vedere, che distorco le cose, o
se davvero il cambiamento in lui è stato così radicale. Com’è stato
possibile vedere somiglianza in due persone che si sono rivelate essere
l’esatto opposto? Serenità, voglia di vivere, forza, cinismo da una
parte sono contrapposti a perenne tristezza che traspare da tutto,
sembra trasudare persino dai vestiti, a una voglia di vivere che se c’è
è davvero ben celata, come se fosse un male, un peccato,
debolezza, fragilità, attaccamento ossessivo a cose, persone e tempi.
Forse era un modo per conquistare la preda. Ma si può davvero essere
così impostati? Non sono capace di credere che si possa essere così
fondalmente e serenamente falsi, e allora mi aggrappo alle sue parole,
al suo affermare che non mentiva, era lui davvero. E ora vorrei sapere
dov’è finito.
Mi trovo in quel punto in cui i gesti d’amore, di tenerezza, le mille
cure, sono diventati per me gesti ossessivi, mille modi per
trattenermi. So di essere io in questo caso ad aver contrapposto tra me
e lui un muro, costruito dalle sue stesse incertezze. Un muro di
distorsione, quando i particolari buffi diventano difetti
insormontabili. Eppure non sono mai stata una persona bisognosa di cure
o di dimostrazioni d’amore e questo ce l’ho praticamente scritto in
faccia. Non ne ho segretamente bisogno, non è una facciata dietro cui
nascondere la mia voglia di tenerezza, semplicemente a me queste cose
da fidanzatini mi irritano la pelle. L’amore non si dimostra, l’amore è
una cosa che si sente ed è una cosa che si crea quando due felicità si
uniscono, per questo motivo in questo momento mi è difficile vederlo,
l’amore. Come vedere il verde, unendo giallo e blu, nel momento in cui
viene a mancare il blu. Al massimo, è un azzuro acqua, un po’ slavato.
E mi sembra si continui a gettare acqua, invece di colore, e sbiadisca
ancora.
Squillini, telefonatine, regalini, weekendini, non fa per me. Per lui
lo sforzo di fare uno squillino ogni mezz’ora a lavoro non conta.
Quando inizierà a lavorare chissà se si renderà conto che quando sei in
un ufficio non hai tempo, nè necessità,
di pensare a una
persona che è già presente ogni istante nella tua vita e che, per
l’amor del cielo, non è così strettamente necessario far sapere al
destinatario del pensiero che lo si sta pensando con uno stupido
squillino! Non do l’importanza che film, libri e grandi poeti
decantatori dell’amore vorrebbero vedermi dare a certi posti che si
visitano
abitualmente insieme, non do importanza a certi oggetti. Spesso me ne
dimentico anche il significato. Ma che bisogno c’è di marcare il
territorio, di circondare una coppia di specchietti che irradino il
passato splendore e di ricordi, vivendo nei una volta e non fai più e nei non dici più
se si ha l’aspettativa davanti di tanto più tempo di quello passato?
Possibile che la mia mente sia tanto illuminata da essere l’unico
essere sulla faccia della terra a capire che se non c’è più quello che
c’era la prima settimana, è più che normale, perchè le cose mutano? E
non c’è niente di male nel lasciare mutare, anzi, sarebbe un delitto se
tutto restasse come l’istante prima? Certo che no. Sono una stupida
ragazzina indecisa. Allora perchè non trovo persone che apprezzano il
mutare, che apprezzano lo scandire del tempo, che apprezzano la carta
ingiallita proprio perchè ingiallita, senza rimpiangerne l’antico
bianco ma apprezzandone i nuovi toni di colore e il nuovo odore?
Alla fine non so nemmeno cosa volevo dire. Volevo solo dire che mi
dispiace, mi dispiace tanto che tutto il tempo che ci ho messo a far
tornare il blu un po’ più colorato, lui ci abbia di nuovo buttato su
una secchiata d’acqua.

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