estate e amore

C’è odore d’estate. Entra dalla porta finestra aperta.
Nella casa
vecchia non potevo tenere aperto, il gatto usciva e i vicini si
scocciavano. Ora apro finestre, porte finestre, tutto. Ho riscoperto il
piacere di mangiare a tavola con la porta aperta sul balconcino.
Sono felice in questi giorni. Sono giorni che sorrido spesso. Non
sempre, questo no, è impossibile finchè c’è gente che sembra esistere
solo per creare problemi a me. Ma sono felice. E serena. E
adesso, quando mi chiedo cosa provo per *lui*, la domanda non rimane
più senza risposta. Quindi sto di nuovo diventando emotivamente
instabile. Come se avessi appeso un attimo il mantello del
distaccamento e cinismo e rimanessi io sotto. E io sono
emotivamente instabile. Da sempre. O perlomeno da quando l’azione di
piangere è stata trasformata da un’azione necessaria e spiacevole a
un’azione liberante. Non è moltissimo, ma è parecchio. Ringrazio tutte
le persone che incosciamente si sono adoperate per farmi piangere
quanto più possibile, per farmi capire che non potendo cambiare i
motivi per cui piangere, potevo sempre cambiare il come piangere. Vi sono grata, spero avrete una morte rapida e indolore, il prima possibile anche.
Adesso vado in stazione a prendere *lui*.
Ed è tutto il giorno che penso che finalmente ci vedremo, tutti i
minuti della giornata li ho vissuti in funzione di stasera. Ed era
tanto che non era così.

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