Tra i vari e tanti difetti che posso vantare, uno dei più marcati è un’equilibrio mentale assolutamente instabile. A cui va aggiunta una marcata fragilità psicologica.
Tutto questo, unito alle situazioni assolutamente sconvenienti, mi ha portato, in passato a raggiungere limiti ai quali speravo d’essermi allontanata per sempre. Autolesionismo, pensiero costante al suicido, generale stanchezza del vivere.
Ora, ogni mattina mi alzo e guardo le cicatrici sul mio braccio e le cicatrici ai lati della faccia, che saranno lì per sempre, e penso al dolore che ho passato e al fatto che ora, grazie a me, e solamente a me, questo è finito. Mi sono arrampicata fuori da uno schifo di burrone da cui non vedevo altro che buio. Da quasi due anni, l’idea di un suicidio mi sembrava pressochè ridicola … amavo la mia vita. Come tutti, in certi momenti, mi sono sentita stanca di affrontare tutto, stanca di dovermi alzare la mattina e vivere per niente, ma ho sempre amato questo stupido gioco chiamato vita. L’ho sempre trovato divertente.
Ora mi sento ricadere in quel burrone.
Questa notte, per la prima volta dopo anni, ho di nuovo pensato a quanti modi indolore ci sono per morire, a quanto sarebbe facile, ho pensato a cosa potrei scrivere e a chi e a come sarebbe il mio funerale.
Ho pensato alla mia morte, come unica soluzione di questo gioco crudele. Di questo inutile e, sono sicura, infinito susseguirsi di problemi, delusioni, tristezza, solitudine.

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