Questa notte, prendere coscienza del non poter più essere definita come il carismatico punta d’attenzione a un tavolo di un pub, mi sembrava un peso mal sopportabile.
Oggi, ripensando alle persone incrociate lungo il cammino di cui non rimane che una scia di disgusto amaro, il peso si alleggerisce non poco. Non avrò modo di incontrare e conoscere persone valide, se non per strane coincidenze, con questo nuovo carattere. Però limito anche gli incontri sprecati, il sangue amaro alla vista di persone che sprecano quanto gli viene dato, gli elenchi di difetti insormontabili che riscontro sempre più spesso nella maggioranza delle persone. Falsità, ristrettezza, bassa moralità, atteggiamenti rivoltanti, stupidità, ignoranza, invadenza, evasione; quante volte, ho ripetuto aggettivi come questi elencando persone che un tempo conoscevo e frequentavo.
Staserà ci sarà la partita dell’Italia e farò il secondo esperimento. Il secondo riavvicinamento a un gruppo di persone per cui, per inciso, provo un senso di disgusto generale. Devo solo guardare una partita; niente di più; possono andar bene anche loro. Intanto, cercherò di valutare se certe sensazioni siano veritiere o no; in questa stupida piccola città, facendo niente si è già bersagliati dal vociare altrui. Rifugiarsi lontano dalle persone non può che alimentare dicerie e coltellate, visto che non sei lì a tenere a bada; e proliferano, proliferano, e io ho odiato questo proliferare fin dagli inizi, ormai da dieci anni. Ma voglio vederla la mia schiena e voglio vederle, le coltellate, almeno questa sera. Il primo riavvicinamento a un gruppo di persone, la settimana scorsa, si è concluso con un ritorno a casa prematuro e l’aggiunta di nuove x su quello che è ormai un cimitero, di x. Chissà come andrà stasera. Intanto, ho già il livello di intolleranza decisamente alto a causa degli eventi di oggi.