Un giorno riporterò sul blog il mio ormai collaudato monologo circa le difficoltà dell’applicazione della teoria i miei spazi vitali all’ambiente il mio ufficio.
Per ora, resto a digrignare i denti a vedere lo schermo ondeggiare ritmicamente e benedire il giorno in cui io ho perso il vizio di muovere la gamba.

Questa cosa mi darebbe fastidio anche se non fossi paranoica.
Aggiungendo il fatto che perfino mio padre si scoccia quando, tentando di parlarmi a una distanza di dieci centimetri, lo allontano e gli indico il mio riquadro di almeno un metro quadro, direi che è impossibile che io sopravviva a lungo se non inizio subito un qualche corso su come estraniarmi completamente dall’ambiente circostante.