Scrivo male, lo so.
Ho riscritto tutto, in modo che chi non ha pazienza di decifrare l’inesplicabile sequenza di cerchiolini e cerchioletti che è la mia scrittura, possa leggere comunque.

Martedì, 23 Agosto

pag. 1 - clicca per ingrandireFa freddo. Sono solo le sei di sera, è ancora chiaro, eppure la tentazione è quella di accendere la stufa e mettermi a letto.
Sperando di dormire senza svegliarmi per almeno due giorni.
Ascolto una radio che passa pezzi vecchi di anni e leggo « L’Abito di Piume » di Banana Yoshimoto.
Sto bene, sto meglio. Mi sento bella, mi guardo allo specchio e provo ammirazione per la mia pelle, per la forma del viso, per la bocca, e il taglio degli occhi. Che per quanto sia sconfortata o triste rimangono brillanti.
Non parlo ormai da due ore, mi sembra già un’eternità. A casa parlo con Leia ed Ermione. A volte con le piante. Raramente con me stessa.
Conoscendomi, ci vorrà poco prima che inizi a parlare a me stessa come se fosse naturale.

pag. 2 - clicca per ingrandirePassando al lato pratico, sono praticamente senza legna.
Spero caldamente domani non piova e possa spaccarne un po’ (ho già male ora alle braccia). Fortunatamente ho portato su il mio maglione di lana rosa, che una volta spacchettato ha emanato il suo malinconico odore d’inverno. Quanto mi manca.

Mercoledì, 24 Agosto

Ho finito tre libri in ventiquattro ore. « Seta » e « Senza Sangue » di Baricco, e « L’Abito di Piume » della scrittrice giapponese.
Ho dormito 18 ore in un giorno.
Ho ancora sonno.
Ho visto un ghiro cadere dal soffitto.
E’ entrato nel sogno che stavo facendo e si è messo a parlare. Assieme ai cinghiali. Ho sognato tante cose.
Ho pensato molto a questo venerdì.
Non perderò mai l’abitudine di immaginare gli eventi futuri pensando a ogni possibile sviluppo, preparandomi a qualsiasi evenienza.
Senza sorprese. Senza delusioni.
Ho pensato al sesso. A quanto tempo è che non lo faccio solo per farlo, solo sesso e nient’altro.
Anni.
L’ultima volta che sono rimasta sola è stato anni fa. All’inizio del blog. E ci sono rimasta, quanto, otto mesi? Chissà quanto passerà ora, prima di ritrovare la voglia di sopportare la vicinanza di qualcun altro, prima di riscoprire piacevole dividersi.
Io, come ogni volta, e ogni volta sempre di più, ne ho la nausea.

Giovedì, 25 Agosto

pag. 3 - clicca per ingrandireHo sognato. Ho dormito di nuovo 13 ore. Appena sveglia ho lavato i piatti, spazzato per terra, acceso la stufa, messo su il caffè. Mi sono lavata e sono uscita avvolta solo dalla nebbia, a bere una tazza da latte colma di caffè bollente.
Ho iniziato il quarto libro, fantascienza anni 90: « Il Trono dei Berserker ». Inutile dire che l’ho scelto solo per il titolo, ormai sono agli sgoccioli. E dire che ho portato su tutto ciò che mi serve per disegnare, ma l’idea di riprendere in mano una matita dopo tanti anni mi preoccupa.

Dicevo.

Ho sognato.pag. 4 - clicca per ingrandire

Nel primo sogno ho sognato lui.
Nel secondo sogno, mi sono chiesta se era stato solo un sogno.
Nel terzo sogno mi sono resa conto che stavo sognando.
Nel quarto sogno mi sono chiesta quale era il punto esatto della mia vita in cui avevo iniziato a sognare.
Nel quinto sogno ho pianto.

Mi sono svegliata.