ho sempre odiato film e telefim che parlassero o avessero come protagonisti ragazzi/e handicappati o ritardati o malati mentalmente. non li trovo realistici. sono solo la stupida visione buona di un regista che con tutta probabilità non ha mai parlato a nessuna persona con questi problemi. settimo cielo, l’altro, quel telefilm con il ragazzino down: stronzate. puttanate, orribili distorsioni della realtà. chi sta a contatto con questa gente sa che non si tratta dei "giganti buoni" delle favole. si, molti sono buoni, non sono capaci di provare rabbia o sentimenti malvagi, ma non hanno la saggezza tanto declamata da questi telefilm da quattro soldi. non traggono una morale alla fine della giornata. e non tutti sono buoni, se è solo per questo, dipende da chi gli sta accanto, l’influenza che hanno le persone su di loro è la cosa peggiore.
dio quanto sono prolissa, mica volevo dire questo.
forrest gump.
la prima volta che l’ho visto, pochi anni fa, già pensavo le stesse cose che penso ora, e l’ho guardato di sbilenco, sempre pronta a spegnere nel momento in cui sarebbe diventato un film di fantascienza. e alla fine lo è. è tutto meno che realistico.
nonostante tutto ho resistito tutto il tempo del film, ed è stato il primo film in cui alla fine la faccia stoica che avevo tenuto tutta la sera, quella di qualcuno che sta guardando un film solo perchè lo deve fare, si è spezzata in un pianto. ma proprio pianto. non la lacrimuccia, o le lacrimucce, nel mio caso, ma proprio pianto, pianto da tristezza, singhiozzi, malditesta, vista annebbiata, come ora che sto scrivendo.
sta sera l’ho rivisto in dvd e non me lo ricordavo. mi ricordavo solo che aveva investito soldi in una strana compagnia di frutta, la apple.
ho iniziato già con il magone perchè già sapevo, e ho finito allo stesso modo dell’altra volta.
chi non l’abbia mai visto (ma esiste qualcuno?) lo guardi. è uno dei film più belli che io ricordi.