{"id":1010617,"date":"2006-07-25T16:11:00","date_gmt":"2006-07-25T16:11:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.anija.it\/blog\/2006\/07\/25\/random-3\/"},"modified":"2006-07-25T16:11:00","modified_gmt":"2006-07-25T16:11:00","slug":"random-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.anija.it\/blog\/2006\/07\/25\/random-3\/","title":{"rendered":"random"},"content":{"rendered":" <p> E cos&igrave; fa un caldo infernale; ma questo credo si sappia gi&agrave;. E che io sono una creatura pi&ugrave; predisposta al freddo che al caldo, si sa anche quello. <br \/> Fattost&agrave; che non ne posso pi&ugrave;, gi&agrave; fatico di mio a respirare, se poi si aggiunge l&#8217;ansia generalizzata e il caldo praticamente io esalo due respiri all&#8217;ora. Vorrei solo andare a casa ora; passare un attimo da Limoni a prendere la crema solare super abbronzante, che quest&#8217;anno io voglio essere abbronzata, voglio sentire i commentini &laquo; <span style=\"font-style: italic;\">minchia hai visto quant&#8217;&egrave; nera?<\/span> &raquo; rivolti a <span style=\"font-style: italic;\">me<\/span>, per una volta. Io sono una di quelle a cui piace il segno del costume, piace vedere la differenza tra la pelle molto pallida e l&#8217;abbronzatura che riesco ad avere in pochissimo tempo e senza mai una scottatura. <\/p> \n <p> Parlando di cose meno frivole: domani conto di andare a firmare il pre-contratto (o come si chiama) con cui presentare poi la lettera di dimissioni ufficiali. Che se ci penso, non posso fare a meno di pensare che dopo due anni e 8 mesi stavo perfino cominciando ad ambientarmi, qui. Probabilmente sono l&#8217;unica a pensarlo, per&ograve; iniziavo a sentirmi meno a disagio; certo, tutti i lati negativi di questo ufficio che alle volte mi facevano impazzire, finalmente non ci saranno pi&ugrave;; ma ce ne saranno altri. Insomma, pi&ugrave; o meno un lato negativo c&#8217;&egrave; <span style=\"font-style: italic;\">sempre<\/span>, il lavoro perfetto non esiste. Per&ograve;, ecco, quando te ne vai, &egrave; un po&#8217; come quando qualcuno ti lascia: tutti i difetti improvvisamente acquistano meno importanza, per forza di cose: non dovrai pi&ugrave; sopportarli, quindi pesano meno. Se poi penso di dovermi adattare a un nuovo posto di lavoro, mi prende il panico. Cosa far&ograve;? Come sar&agrave; il mio ufficio? Riuscir&agrave; a fare tre ore di treno (andata e ritorno) ogni giorno senza morirne? Passer&ograve; il periodo di prova? Magari mi hanno sopravvalutata. Magari si aspettano che io faccia cose che io non so fare. Magari i miei colleghi saranno tutti mille volte pi&ugrave; intelligenti, brillanti, veloci, svegli di me. Panico, panico assoluto. Mi sembra sia il mio primo lavoro: non so davvero cosa aspettarmi. <\/p> \n <p> Se poi penso che con tutta probabilit&agrave; me ne andr&ograve; da questa citt&agrave;, ne sono in parte felice, s&igrave;, ma non posso fare a meno di guardare le montagne e sentire una stretta al cuore, passando con la mente i polpastrelli sull&#8217;incisione nella cornice del mio letto in baita, quella con tutta la catena montuosa qua dietro, con il monte Bo e il Mucrone, il Cucco, il Parco Burcina, Oropa e Bielmonte, che ogni mattina passando sul ponte si aprono a mezzaluna come se fosse una splendida fotografia, alle volte nitidi e luminosi, altre che sembrano emergere da nuvole spettrali, altre ancora in cui li posso solo immaginare senza vederli davvero, in mezzo al nero di un temporale; io ogni volta che attraverso quel ponte, mi sento spaccare il cuore da quanto amo quell&#8217;immagine, quelle mille immagini, ogni giorno un po&#8217; diverse. <\/p> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" <p> E cos&igrave; fa un caldo infernale; ma questo credo si sappia gi&agrave;. 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