del festival delle cretinate

Questo weekend abbiamo cenato dai miei. Il giorno dopo invece da mia zia, con anche una delle cugine e l’altro zio. Ora, i pranzi da mia zia sono sempre perle rare – perché sono i miei zii preferiti, perché ha una casa bellissima, in cui si sta benissimo, perché dopo pranzo arrivano le 5 del pomeriggio e non te ne sei accorto perché stavi lì, in veranda, a mangiare ancora pasticcini e a parlare di un po’ di tutto. Abbiamo anche parlato del referendum, così come ne ho parlato (leggi: indottrinato) il giorno prima a casa di jd, a genitori e cognati. Dico sempre lo stesso: vota quello che vuoi sul nucleare, anche perché io non mi sento proprio in grado di capire cosa sia davvero meglio e cosa no – considera solo quel dettaglio per cui la nostra torinomilano è ridotta a mezza corsia da un anno (dopo 5 anni di lavori che erano finiti da al massimo 6 mesi) e nessuno sa perché e ogni volta che passi non vedi mai mai mai nessuno che ci lavora. Oppure considera che per fare due rotonde nella strada che tutte le mattine ci porta a lavoro, due rotonde, sistemare i marciapiedi e fare un ponticello l’applato è stato dato per 380 giorni, e li hanno nonostante tutto superati perché ci lavorano tutt’oggi; quando hai finito queste considerazioni, considera la mafia e ricomincia. Poi vota quello che vuoi, ma, per dio! vota.
Detto questo, durante la cena con i miei ovviamente questo discorso non l’ho nemmeno accennato perché avevo lasciato le bombe a mano e la spada per l’harakiri a casa. No perché se già era difficile discutere di queste cose a casa mia, ora che mio padre è niente meno che un militante nel partito di sto cazzo (indovinate quale?) io non ci provo nemmeno. In compeso durante la cena ci ha buttato lì un depliant sul “diventare vegani”, dicendo che l’aveva preso da un gruppo di ragazzi in piazza. Ora, io non sono vegana né vegetariana, e non lo sarò mai perché non mangio praticamente nessuna verdura e ho un sacco di motivi per non essere vegetariana, e sono motivi miei, ma capisco benissimo la gente che lo diventa. Per anni mi sono trovata in un limbo in cui non potevo mangiare verdure ma non riuscivo nemmeno a mangiare carne, giusto dopo aver ricevuto l’ultimo manzo macellato in casa mentre pranzavo, con tanto di scia di sangue, quindi li capisco benissimo quelli che non vogliono mangiare più carne. Però a me piace mangiare, piace tantissimo la carne, mi limito a evitare i cuccioli (agnelli, maialini da latte, vitelli troppo giovani). Esistono davvero ottimi motivi per non essere vegetariani.
Nonostante questo mio padre è stato in grado di creare il motivo più stupido: perché se non li mangiamo, si estinguono. Per me, ha la strada spianata come premier.

3 commenti

  • efraim ha detto:

    Invece ha ragione, in questo sistema, per ora. Se ci fai caso le specie più diffuse sulla terra son quelle che alleviamo per mangiare. Almeno finché l’industria non offrirà la possibilità di crescere economici cubetti di carne. La direzione è questa, chiunque vinca le elezioni. Il vecchio delinquente psicopatico è solo la faccia più gioiosa: “giacché andiamo a puttane, divertiamoci!”… Quella disponibile non è un’alternativa di vita possibile, solo un’agonia più lenta e dolorosa nella logica dell’alternanza.
    Né di alternative vere se ne conoscono in giro, si è sentito solo dire per un po’ che sono possibili, ma a parte tante ottime soluzioni pratiche, che non possono prevalere finché non si sistemano in modo efficace ed efficiente producendosi in un sistema vincente che favorisca, premi e incentivi senza dargli potere chi fa davvero il meglio per tutti, così da battere, facendolo, questo sistema basato sull’affermazione del singolo a prescindere da (o proprio contro) ogni valore sociale autentico, nel senso di salutare, benefico.

    Comunque anch’io capisco i vegetariani, ma penso che ci siano tante buone ragioni per non esserlo (anche se pure per mangiare poca carne il più possibile solo con un certo tipo di provenienza), anche a prescindere, se ci riesco, dal fatto che la carne la amo in ogni salsa e anche senza

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