delle considerazioni del primo giorno di regime controllato

Dunque, l’eleuterococco è in prova da questa mattina, così come la colazione sana e fatta con calma; per svegliarmi jd ha fatto leva sui sensi di colpa e mi sono alzata come un grillo quando invece di solito deve insistere circa una mezz’ora
Facendo rapidi calcoli, tra l’altro, con le mie pulsazioni che schizzano alle stelle la maggior parte dei corsi che facciamo non va affatto bene per me, anzi, è più che altro dannosa. Altro che stare tra il 65% e il 75% delle mie pulsazioni massime! Le massime sono 220-età, quindi 193; io sul tapis roulant arrivo, facendo corsa leggera, a 170 (e scattano tutti gli allarmini vari che mi intimano di fermarmi). E non sono affaticata. Quando faccio interval training come oggi dopo un po’ non ci vedo più, non respiro più, muoio, quindi supero i 170 senza dubbio. E invece per fare corretta attività aerobica dovrei stare tra 140 e 125. In pratica, solo camminare.
Il conto calorie va alla grande e mi fa assolutamente capire che non posso andare a sottrarre niente, sono già in un regime ipocalorico bassissimo.

A parte questo, cos’altro? Le case, ma questo sarà un post a parte. Il lavoro. Di 5 candidature ad annunci che ho mandato in questo mese, una mi ha risposto. Cominciavo a sentirmi eccessivamente snobbata

3 commenti

  • efraim ha detto:

    Comunque, son dell’idea che questa ossessione tipicamente femminile per la magrezza sia determinata dalla moda più che dai gusti maschili, i quali al massimo sono influenzati dall’autorappresentazione femminile (eccome se siamo influenzabili e adesso tendenzialmente ci piacciono, ma non è naturale esser attratti, più che da donne, da scope di due metri dal manico piallato il cui lavoro e massima espressione è camminare in pose gelide con espressioni funeree). Allo stesso tempo, accetto come evidente l’opinione diffusa che la moda sia più che prevalentemente in mano a una lobby di omosessuali maschi. Per finire, sono anche dell’idea che fra gli omo più legati all’esteriorità, come fra gli etero, imperino attitudini poco mature nel relazionarsi; in particolare, ho il sospetto che, anche se a livello probabilmente inconscio, nello stilista oltre a una esaltata ammirazione per la donna, che adora ed esalta come modello ideale (già qui quindi disincarnato), s’annidi al contempo un’invidia per colei che detesta in quanto rivale pericolosa se non imbattibile, almeno per la conquista dei maschi eterosessuali, così da attrarla e catturarla con qualche specchietto, torturarla, affamarla e punirla se non anche renderla meno attraente per il maschio…

    Tutto ciò per dimostrare che è deleterio esser troppo buone nel rispondere ai commenti altrui

    • anija ha detto:

      Indubbiamente è una questione di moda, ma nel mio caso è più una ricerca di benessere; il problema è che lavorandoci dentro, alla moda, e guardandosi quindi con gli occhi degli altri ci si sente a disagio, e il disagio non fa vivere bene

      • efraim ha detto:

        se il benessere è psicofisico, son certo che il malessere psichico dettato dall’ansia per la cellulite (mica tua, eh, in genere) non avrà mai corrispettivi nel benessere fisico indotto da una sua eventuale effettiva rimozione.
        Poi tu avrai anche il problema del lavoro, ma sei anche assai più sveglia, mentre anche chi non ci lavora ha di quei problemi e pare che nessuna capisca che agli occhi degli altri (a parte delle pazze) un volto pienamente sereno risulta più gradevole di uno eroso fuori e roso dentro… Salvo eccezioni di bellezza drammatica, ma più di carattere artistico che umano…
        Un po’ come le pellicce: va bene ammazzare gli animali apposta, relativamente, ma son proprio brutte e agli altri per cui le si indossa fan schifo (alle altre invidia, ma essere invidiati non è il brutto dell’esser belli?)

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