delle rane crocefisse e della libertà d’espressione

13 commenti

  • Grande Puffo ha detto:

    Ma è un uovo quello che ha nella mano sinistra?

  • roberto ha detto:

    Si, è un uovo. Ogni altro approfondimento, qui.

  • MisterSmile ha detto:

    Povero ranocchio! Ha bevuto troppo ed ha perso la scommessa con i rospi, vero?

  • IlMale ha detto:

    Interessante è bello scoprire qualcosa di nuovo, le reazioni suscitate sono scontate, non piace ai bigotti e agli zeloti, che qualcuno gli tiri la maschera, di persone aperte mentalmente rivelando il paraocchi che c’è sotto..

  • efraim ha detto:

    Tra l’altro, alla pinacoteca ambrosiana (museo della diocesi milanese famoso per la cesta di frutta del Caravaggio ma ricco di altri capolavori) è da sempre esposto un magnifico rospo crocifisso del Carpaccio. Non mi risulta la chiesa abbia mai protestato…

  • Gege ha detto:

    Di ‘sta opera se ne è parlato parecchio qui in zona, dato che è esposta proprio a Bolzano. Che posso dire… non mi ritengo un credente, tantomeno sono un praticante, ma la rana crocifissa la trovo davvero di pessimo gusto. A dispetto di chi dice che sono i bigotti a protestare

  • Stefano ha detto:

    A suo tempo bigotti e zeloti si incazzavano con Caravaggio perché usava prostitute come modelle per dipingere la madonna. Il senso artistico dovrebbe prescindere dall’identità religiosa dell’osservatore.

    A me non colpisce particolarmente ma, leggendo la vita dell’Autore, ha un significato. Eccome se ce l’ha.

  • IlMale ha detto:

    @Gege il trovarla di cattivo  gusto è appunto gusto personale, quindi non opinabile, diversa è la levata di scudi sulla immoralità, sull’insulto alla religione, e i vari anatemi etc etc.

    come scrive Stefano, un opera va lasciata nel suo ambito, e in questo caso ha un significato di critica preciso.

     

  • anija ha detto:

    quella rana sicuramente è mille volte meno di cattivo gusto di opere come il cane morente in diretta o la testa di cavallo morto appesa di cui mi raccontavano stamattina. Eppure la chiesa lì non ha detto nulla. Forse perché cane e cavallo non erano crocefissi, quindi valevano meno di una rana finta, a dispetto degli insegnamenti della bibbia sull’uguaglianza del valore di una vita. O forse perché in quei momenti la chiesta era impegnata in frangenti più seri, come le dispute fra Russia e Georgia… ah, no! Quelle sono ora

  • abigaille ha detto:

    indicare, suggerire, o giudicare sono una cosa. essere costretti a coprire una opera perchè a qualcuno, che non ha di meglio a cui pensare, questa crea problemi è tutta un’altra storia. è un opera, stupenda o oribbile, questo è il dilemma dell’osservatore, ma io personalemnte non accetto che mi si dica cosa posso o non posso vedere, soprattutto perchè l’arte è una cosa, la religione un’altra.. cerdo che la scelta sia, in primis di chi decide di ospitare certe opere all’interno di una mostra, poi a noi, la scelta se andare o meno a vedere la ranocchia verde. se mi disgusta, se la trovo irrispettosa o quant’altro…bhè basta che mi volto dall’altra parte e penso ad altro, e in questo la chiesa è maestra…

  • rox ha detto:

    ma no! è solo arte, non cattivo gusto. è espressione libera e semplice. questa rana non mi sciocca però, mi sembra qualcosa di visto e conosciuto.

  • MisterSmile ha detto:

    concordo in pieno con abigaille

  • Eretia ha detto:

    La famosa rana in esposizione al Museion della mia città. Se prima si trattava solo di un’espressione artistica, criticabile o meno, ora è diventata il fulcro della politica locale, con tanto di pagine dedicate solo a lei sui quotidiani locali {Citata pure negli articoli dedicati al papa durante la sua visita a Bressanone}. Ovviamente, ora che le elezioni provinciali sono vicine, proteste, discussioni e votazioni politiche. C’è chi arriva a fare uno sciopero della fame perchè venga levata dall’esposizione la famosa rana, accusando l’autore e il direttore del museo di non avere sensibilità e rispetto per la religione. Ipocrisia allo stato puro di chi ogni due parole ci infila una bella bestemmia.

    Ma si sa, in tempo di elezioni, tutto è concesso.

    E Bolzano come al suo solito si trova a fare un passo avanti e cinque indietro nella sua crescita cittadina.

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