delle considerazioni molto egocentriche

Credo di aver capito perché quest’anno, questo fatidico anno dei 25 – liberi di non crederci, ma io per ‘sta faccenda di entrare nella corsia preferenziale per i 30 ci sto già molto, molto male – ho meno voglia di bloggare, anzi, più che altro di fare community e di fare qualunque social cazzata mi capiti sottomano, al contrario di chi invece, con qualche – tanti – anno di più con tutte queste social stronzate c’è (ancora) sotto sotto. (e adesso arriva la parte di post presuntuosa e immodesta, non me ne vogliate, piuttosto non leggete). E’ perché io non ho bisogno di crearmi una seconda identità virtuale in cui sentirmi più figa e apprezzata, con cui vantarmi con conoscenti virtuali che non sanno nulla di me di qualcosa di cui non posso vantarmi con chi mi conosce perché saprebbe che non è vero, o vedrebbe che non è esattamente come la sto mettendo giù. Ma soprattutto, se ne avessi bisogno, ci starei decisamente male e cercherei di capire cosa non va, cosa è andato storto, e magari farei qualcosa per non aver bisogno di tutto questo; perché fa veramente tristezza leggere, vedere, sentire certe cose, una tristezza infinita. Chissà quanti ce ne sono come voi, là fuori.

10 commenti

  • louis ha detto:

    ti riferisci a qualcosa tipo second life o facebook?
    io ho dieci anni più di te ma mi limito a lastfm – lo sai – e per motivi musicali – ovvio – e poi lastfm non è un social coso –
    concordo sulla parte presuntuosa – se è un bisogno è malsano – se di divertimento si tratta no – (mi riferisco a identità virtuali come in second life) –

  • Alisha ha detto:

    A parte che sei ben lontana dalla corsia preferenziale dei 30. Per il resto, il reale è molto più importante di qualsiasi altra cretinata virtuale e se non si vive bene il reale, probabilmente si, come dice anche Luis, qualcosa di malsano c’è per farsi una "vita" virtuale e vantarsene anche. (blog a parte)

    Caspita però, mi stai facendo fare un confronto con la tua età… ma quanto sono vecchia decrepita? O_o

  • bri ha detto:

    sarebbe un gran regalo avere un’amica come te

  • sapu ha detto:

    Non dire mai ‘io non ho bisogno‘: non per questioni d’immodestia o presunzione, piuttosto per scaramanzia.
    Bello, non aver bisogno: uno può fare quel che non ha bisogno di fare per altri motivi, che so?, per divertirsi…

    … se senti di essere in corsia preferenziale per gli -enta vuol dire che sei praticamente al casello per gli -anta.
    Buffo: quanto più ci sentiamo liberi da stupidi condizionamenti tanto più sono stupidi i condizionamenti che davvero ci costringono, l’età anagrafica per dirne una…

    Ce ne saranno tanti, lì fuori, come loro, come noi, come voi.
    E se, anche solo una volta, pur con tutti i loro disturbi han fatto o detto o scritto qualcosa che magari ti ha tenuto su un momento che ti serviva, non c’è nulla di troppo triste.
    Triste sarebbe un universo di persone tutte uguali e perfette…

  • Blondi ha detto:

    boh, io l’ho vissuta pari pari a te. già a 23 anni cominciavano a girarmi i coglioni per l’approssimarsi del quarto di secolo. per dire.

    idem dicasi per la desensibilizzazione ai bisogni sociali comuni.
    la voglia di comunità, di trovare alternative alla compagnia di sé stessi, pensare che siamo qualcuno in virtù dei feedback positivi che riusciamo ad ammucchiare lo trovo normale naturale e fisiologico fino, appunto, al quarto di secolo. poi lo trovo sintomo di qualche cosa che è andato un po’ a puttane.

    e non credo di essere presuntuosa. credo sia semplicemente la constatazione dei fatti.

    dai dai, che poi vedrai che a trenta anni è molto meglio c’è un qualcosa in più che non ti so spiegare ma che c’è.ma sul serio. e te lo dice una che farebbe patti col diavolo per tornare indietro nel tempo… a trenta è meglio che a 25. quindi coraggio, migliorerà. 

     

  • chiara ha detto:

    non ho capito, la voglia di comunità, la voglia di stare con gli altri (oltre che con se stessi)  a trentanni è sintomo di qualcosa che è andato a puttane?

  • Blondi ha detto:

    "un po’ a puttane"
    comunque: sì, secondo me sì.

    ma è ovvio che se non riferisci i termini "comunità e voglia di stare con gli altri" a quello che ha scritto anjia, sembra un misantropismo esasperato (che peraltro non mi troverebbe del tutto discorde)

  • anija ha detto:

    La voglia di stare con gli altri su twitter? Anzi, il bisogno di farsi strafighe su twitter, a 30 anni, che so, dicendo che si portano 3 taglie in meno quando ti legge anche chi sa chi e cosa sei davvero? Sì, qualcosa è andato decisamente a puttane.

  • abigaille ha detto:

    era solo per capire e inserire il tutto in un campo preciso. argomentato così ha un senso. anche se da trentenne credo che scrivere su twitter che porti 3 taglie in meno sia sciocco sia che tu abbia 30 anni oppure 20. indipendentemente dal fatto che chi ti legge potrebbe conoscerti o meno.

    (tralasciando il fatto che penso che ognuno sia libero di dire tutte le frottole che desidera, fino a quando quelle frottole non invadono il mio orto…)

  • Blondi ha detto:

    il peggio è, secondo me, che ultimamente questo atteggiamento non è più solo appannaggio del virtuale. è anche molto… tangibile!

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