temporale

Fulmini e tuoni, la tangibile sensazione che il cielo si stia per
squarciare, come un foglio da strappare. Tentativi di foto a un fulmine che con una coolpix sono
tentativi del tutto vani. E invidia. Tanta invidia verso chi conosco e
ha una digitale da 500 euro. Che non è tanto. Che è semplicemente una
bella macchina fotografica che riempie di soddisfazioni. Che se stessi
a casa dei miei potrei comprare tranquillamente. Invidio tutti.
Invidio chiunque possa coltivare le sue passioni con uno stipendio
pieno e non con le briciole avanzate da affitti, bollette e spese. E
piango. Piango al telefono mentre *lui* mi dice che la mia scelta è
stata una scelta giusta e che questo è solo un momento di difficoltà e
non mi devo abbattere. E penso che sono ormai 3 anni che è un momento di difficoltà.
Tre anni che non mi sono ancora assestata, fermata in un posto,
terminato le cose da terminare. Sto vivendo tutto in modo sbagliato, ho
fatto scelte che mi hanno portato a vivere una vita da persona matura
senza al contempo maturare. Mi trovo come un bambino nella piscina dei
grandi. Alle volte mi sembra di annegare, altre riesco a stare a galla,
altre volte vorrei solo lasciarmi cadere già e rimanerci. E mi guardo
intorno e vedo che ognuno è nella situazione giusta, i bambini nella piscina dei piccoli giocano felici e i grandi nuotano elegantemente tutto intorno a me.

6 commenti

  • Alisea ha detto:

    Ieri sera il nubifragio qui a Milano è stato mica da ridere… forte immortalare i fulmini o almeno tentarci!
    Secondo me è un momento di sconforto che magari ora percepisci di più, mi sembra che te la cavi bene a nuotare, a volte in apnea a volte in superficie ma pur sempre senza sprofondare e bere troppa acqua!

  • nepia ha detto:

    Chi ti dice che agli occhi degli altri la tua situazione non appaia come la “migliore” o “giusta”?

    Probabilmente la gente che tu vedi “nella piscina giusta” si sente anche lui nella piscina dei grandi che sta per annegare o nella piscina dei piccoli che si lamenta dell’acqua troppo bassa per poter nuotare

  • key ha detto:

    io invece invidio te, perché non è da tutti avere il coraggio e la
    forza d’animo di fare certe scelte e riuscire a farcela con le proprie
    forze. sicuramente non è da me.

  • Fedina ha detto:

    tu hai avuto, ed hai tuttora, le palle anija. le palle.

    tu hai avuto il coraggio di costruirti la tua vita con le tue mani.

    è naturale che ci siano momenti difficili, in cui ti pare di non farcela .. ma mi sembri una persona che riesce a superare le situazioni al meglio.

    quando si è di cattivo umore si valutano solo gli aspetti negativi. quando sei in una situazione emotiva migliore, prova a riflettere più lucidamente .. vedrai quante possibilità, quante soddisfazioni hai tu in più di altri. quante cose hai perchè te le sei guadagnate e prese con la tua abiltà.

  • anija ha detto:

    # Fedina
    Ho imparato, in questi anni, a chiedere aiuto. E’ stato necessario alla mia sopravvivenza. Prima non chiedevo mai, mi ostinavo, ce la facevo da sola, costi quel che costi. So che è un bene imparare a chiedere aiuto ma a me non va giù.

    # key
    A scegliere di vivere una vita come la mia non ci va poi così tanta forza d’animo, basta farlo …

    # nepia
    Mah…

    # Alisea
    Vero! A milano era terribile!

  • isaluna ha detto:

    Non conto gli anni del mio "momento". Sarebbero troppi, di certo più di tre. Ma canto le mie briciole: quelle che ho conquistato, quelle che mi sono state donate, quelle che spargo come semi, quelle che hanno sapore, quelle che sono la mia forza.
    E penso che non sono sola. E mi concentro su quello che sono, su ogni sorriso di questi anni. Penso ad ogni bellezza che ho attraversato e ad ogni segno che mi ha lasciato. Mi guardo attorno e vedo ingiustizie, vedo vuoti e dolore oltre le facciate. Consapevole che potrei avere di più, che potrebbe essere più facile, ma che forse non sarei più felice.

    Felicità è davvero assestarsi? Errare è solo sbagliare? Domande, così, che mi pongo e ti pongo.
    E sospetto che magari anche tu, per quanto a volte ti abbatti, e sia legittimo, stia maturando. Nel modo più giusto che conosco: rischiando, vivendo.

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