stanca

Mi bruciano gli occhi.
Vorrei andare a dormire, ma aspetto che *lui* si faccia sentire. Spero presto.
Questo weekend è stato molto strano. Tutto ricordava tempi passati, il freddo, la stufa, l’incenso di anni fa. Sembrava di essere nella mia cara baita, a bere davanti alla stufa, alle volte mi sembrava perfino di sentir crepitare la legna… follia.
Sabato sono andata a firmare questo contratto. Ora devo versare la caparra, aspettando che papy presti i soldi che ora non ho in banca, sperando di restituirli al più presto, considerando che nonostante il mio stipendio rimanga uguale e io da parte per ora non abbia un centesimo (lo avrò quando chi debita soldi me li darà, finalmente, ma non chissà che cifre), dovrò pagare un trasloco che per quanto misero costerà, pagare almeno la lavatrice e una cucina. Per il resto mi arrangio, ho dormito con il materasso per terra per due anni, sopravviverò anche senza un armadio.
Sono stata dai miei zii, che si sono ovviamente mostrati pronti ad aiutare come potevano. Hanno appena regalato alla figlia una sala nuova e dicevano che se queste cose non si fanno per i figli, per chi si fanno? riferendosi ai miei, che non è che mi abbiano mai dato un minimo di aiuto, se non mio padre con qualche regalino di tanto in tanto. E pensare che quando mio padre parla del lavoro e tira fuori qualche cifra, io allibisco a sentire il suo stipendio. Al mese prende quanto io prendo in 5 o 6 mesi, mia madre lavora, hanno una figlia in meno da mantenere molto prima del previsto e che non ha nemmeno chiesto di fare qualche anno in più a scuola e nonostante questo non hanno un centesimo da darmi. Facile difenderli dicendo che comunque hanno un mutuo – e io un affitto – e che sono abituati a un certo tipo di vita – a cui io mi sono disabituata in fretta. Facile pensare che voglio farcela da sola in tutto e per tutto. Ma vorrei che i miei si fermassero un attimo nel mezzo delle loro spese, mentre si costruiscono la tavernetta, e pensassero cosa mi ha spinto ad andarmene e a vivere la vita che vivo, e si sentissero almeno in parte resposabili. Perchè lo sono in pieno. E non è continuando a dire che se voglio tornare la porta è aperta, che aiutano. Anche le porte dell’inferno sono aperte, ma quale idiota ci andrebbe?
Eh niente, mi adopererò nel racimolare questi soldi. Dovrei privare la mia vita di qualche weekend romantico e aggiungerne qualcuno lavorativo, rischiando di debilitare una storia che già non naviga in acque completamente serene. Dovrei scegliere forse, ma non ci riesco.
E vorrei avere una persona quando torno a casa la sera.
E penso che dovrò dormire sola in una nuova, silenziosa, fredda casa, e questo significa mesi di insonnia, già lo so.

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