donna tagliata a pezzi a Milano, fermato il figlio

MILANO – Si è concluso con lo stato di fermo il lungo interrogatorio del figlio di Maria Arena, l’anziana donna trovata morta, uccisa e fatta pezzi nella cantina di casa alla periferia Nord di Milano. L’uomo, Boris Z., ha 57 anni, ed è stato accusato di omicidio e occultamento di cadavere. Uscito dal carcere lo scorso dicembre, dopo aver scontato una condanna per l’omicidio della convivente, da cinque mesi era tornato a vivere a casa della madre insieme a una compagna. Il fatto che non avesse denunciato la scomparsa della donna ha insospettito i carabinieri. L’uomo ha detto di non sapere nulla della scomparsa della madre e ha messo in dubbio che il corpo a pezzi possa essere il suo. Circostanza che potrà chiarire definitivamente il medico legale, anche se i primi accertamenti sembrano lasciare poco margine al dubbio. Un esame superficiale farebbe risalire la morte a circa 20-30 giorni fa, più o meno il periodo in cui i vicini hanno riferito di non aver più visto in giro l’anziana. Sono stati proprio i vicini di casa, sentiti stamane dai carabinieri, ad aver sollecitato l’intervento delle forze dell’ordine per accertare le cause di quell’odore nauseabondo che sentivano da alcune settimane.

ma cazzo!

4 commenti

  • Ric ha detto:

    Io sono contrario alla pena di morte perché credo che se fosse in vigore ne verrebbe fatto abuso… ma questo qui è da impiccare con un filo d’acciaio collegato al positivo mentre cuoce in una pentola di olio bollente collegata al negativo. Poco olio, poca corrente: una cosa lenta.

    (un Ric che non parlategli di pietà, non per certi soggetti almeno)

  • pleasure ha detto:

    dopo il tuo "ma cazzo" cosa si può aggiungere ancora? E’ talmente esauriente come commento!

  • unhappiness ha detto:

    Quando sento parlare di queste cose, la cosa più istintiva che mi viene da pensare è: "ammazzateli, squartateli, fateli fuori, non meritano di vivere".

    Ma in realtà, dobbiamo ricordare che morte = fine di tutte le sofferenze.

    Un individuo, come questo, se lasciato in vita, deve è obbligato a convivere fino alla fine dei suoi giorni con il ricordo. E il RIMORSO (anche se questo non è sempre presente).

    Non riesco a non pensare senza rabbrividire all’eventualità di una vita davanti a me passata chiusa in un carcere, fra i ricordi e l’odio delle persone.

    Sbaglio secondo te?

    Un abbraccio

    PS. In ogni caso, anche se la pena di morte è una cosa troppo estrema, secondo me, non apprezzo neppure l’estremo opposto: mica è bello sapere che criminali come questo fra poco saranno di nuovo in libertà…

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