Posso dire quel che mi pare della mia vita, ma è innegabile abbia avuto una perfetta infanzia felice e che alcuni dei miei ricordi migliori siano quelli della casa in cui sono cresciuta, uno dei luoghi a cui sono più affezionata. E per quanto non mi piaccia per ovvie ragioni uno come Lucio Dalla, risentire oggi per via delle varie notizie questa sua canzone mi fa ricordare quelle interminabili ore in bagno a farmi asciugare i capelli, all’epoca lunghi fino alle ginocchia, da mia madre mentre mi cantava queste bellissime rime, tra le tante. A guardar bene non ottime canzoni per una bambina (La Città Vecchia di De Andrè, per dire), ma che hanno creato bellissimi ricordi.
dei momenti difficili
Io non sono un’ipocondriaca. Ma stamattina ho scoperto sotto la doccia un rigonfiamento alla base della nuca, a destra, e adesso mi sembra anche di avere l’occhio destro più chiuso dell’altro quindi ecco.
Sono qua che penso al mio testamento. Ma non sono ipocondriaca.
del domani
Domani è il compleblog – che ovviamente avrei dimenticato senza la gemella di blog che me lo ricordava come ogni anno – quindi adesso devo scrivere un post, il post che non ho potuto scrivere in questi mesi. Devo togliermi il pensiero per voltare pagina e ricominciare a scrivere di altre cose, del matrimonio, del viaggio, della vita; e siccome non troverò mai le parole giuste per scriverlo e spiegarmi, lo butto giù così come viene, cercando di riassumere.
Facciamo una premessa: il rapporto con i miei è normale negli ultimi anni. Niente di eccezionale, ma civile convivenza quella domenica al mese in cui si va pranza insieme. Il nostro matrimonio ad esempio è stato sponsorizzato interamente da mia madre; la casa ce la siamo comprata con le nostre forze, mutuo al 100% e i miei risparmi faticosamente risparmiati per i mobili, le piastrelle e via di seguito. Sia per la casa che per il matrimonio, abbiamo chiesto aiuto a mio padre – che ha passato la vita a lavorare guadagnando bene, benissimo e che ora prende 1800€ di pensione dall’inps, più quella dell’enpals, che paga un mutuo ridicolo da 400€ e che non ha mai avuto spese enormi nella vita – la classica persona che dovrebbe avere il suo gruzzoletto da parte. In entrambi i casi la risposta è stata “vorrei ma non ho soldi”. Ma proprio niente, nemmeno per un regalo al nostro matrimonio, nemmeno 50€ per il viaggio per dire, mentre noi l’abbiamo sfamato e sopportato nonostante comportamenti molto (e intendo molto) discutibili.
Ora, dove li ha messi i soldi? Gli è mai passato per l’anticamera del cervello di lasciare qualcosina da parte per sua figlia, non me, l’altra, quella down? Considerando anche che mio padre ha 45 anni più di me, 74 anni? Già il fatto che non abbia dei risparmi è inquietante. Ma da qualche mese abbiamo scoperto che ha anche finanziamenti per almeno 50.000€, soldi che non si sa bene dove siano finiti; anzi, si sa: su conti intestati con donne sconosciute e prosciugati nel giro di settimane, o tramite prelievi di 200/300€ al giorno in seguito a sms “sono senza soldi, mi porti qualcosa” sempre dalle suddette, o in spese al supermercato che la via di casa dei miei non l’hanno mai vista. E sia ben chiaro che con queste donne nemmeno scopa; perché nonostante l’unico uso che facciano a casa i miei di internet siano i siti porno (e non auguro a nessuno di trovare la history del browser dei genitori come la trovo io là), l’età ha fatto il suo dovere e là sotto tutto tace.
Una volta scoperto e affrontato avrebbe potuto ammettere di essere vittima di un raggiro (quale è). Invece difende una situazione indifendibile, insulta e ride quando gli chiediamo dove spenda 1800€ al mese, dicendo che non arriva a fine mese perché deve pagare lui elettricità e riscaldamento. Ci si chiede tra quanto tempo smetterà di pagare il mutuo, lasciando di fatto mia madre e mia sorella su una strada – avendo lui l’usufrutto e quindi essendo impossibile buttarlo fuori e subentrare nel pagamento.
Io ovviamente in mezzo a tutto questo devo mettere un po’ di cognizione in mia madre, che già non è stabilissima di suo, e ogni giorno chiama con una paranoia nuova – come e se si rivolge agli usurai e ci bruciano la casa? – e se casca un meteorite, allora?! – potendo fare ben poco io dalla fermata dell’autobus a Milano. Non che abbia qualche torto a essere imparanoiata, anche io lo sarei e non so come reagirei ad esempio a queste tizie che chiamano all’una di notte e minacciano – con mio padre che sente e ride e le dice se lo merita perché è stata la prima a chiamarle e dire che la festa era finita quando ha scoperto tutto.
Ora tutti e due finalmente hanno un avvocato, e la risoluzione di tutta questa faccenda dovrebbe arrivare a breve. Non posso scriverne essendoci di mezzo loro, ma prego ogni notte perché si arrivi davvero alla soluzione definitiva.
E questo è il motivo per cui non ho scritto sul blog fin’ora. Ogni volta che vedevo questo foglio bianco in testa avevo solo questi pensieri, e non potevo parlarne essendo una situazione delicata; ora che mia madre ha iniziato a confidarsi in famiglia, ho ricevuto l’ok a scrivere (=_= nemmeno avessi un editore).
C’è poco da commentare, è solo una situazione del cazzo.
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