del male di vivere

“Chi si suicida è un codardo”.

Si può dire un po’ in tutti i modi, ma alla fine il significato è sempre lo stesso. Come se chi resta, per qualche motivo, abbia il diritto di sentirsi migliore, dovesse sentirsi nella posizione di giudicare.

Ma che ne sa chi dice una frase del genere, della vita? Della vita che conduce chi vive con un peso del genere dentro?

Io sono ancora qui. Dopo tutto questo tempo. E non sono migliore di nessuno, sono solo una vigliacca. Stanca, stanca di tutto questo da sempre, inadatta alla vita, ma troppo codarda per poter fare qualcosa. Vivo ogni giorno con un vuoto che pesa come un macigno, accanto al senso di fallimento per non essere nemmeno in grado di fare quello che andrebbe fatto.

Non sono nemmeno a metà, di questa condanna, e sono stanca da sempre. Di soffrire. Di essere inadatta. A tutto.

Possono esserci giornate positive, mesi. Ma è solo un palliativo per non pensare a quello che realmente c’è. Al vuoto. Al niente.

4 commenti

  • Valentina ha detto:

    Ho sempre pensato che dovrebbe essere un’opzione e non una vergogna. Ci vuole un coraggio misto a follia per farlo. Mio nipote l’ha avuto e, nonostante sia straziante, Lo capisco e non posso biasimarlo.

  • Claudia ha detto:

    Ciao, ogni tanto passo qui a vedere se hai scritto qualcosa. Non può che farmi preoccupare il tuo post, anche se non ci conosciamo (iobloggo, ai tempi).
    Ho provato a cercarti su Facebook e non ti trovo.
    In ogni caso, per me è uguale e l’unica cosa che mi aiuta è confrontarmi con altri che possano capire come mi sento. “La felicità è solo un momento di intervallo tra un male e l’altro”, ed è vero, in mezzo c’è poco, a volte niente, ma andare avanti può portare anche a delle sorprese inaspettate. Puoi recuperare il mio contatto tramite l’e-mail* inserita. Scrivimi

  • Gmz ha detto:

    purtroppo il mondo è pieno di “sapienti” che sanno tutto e non si rendono conto che ognuno vive la propria vita in maniera, a volte, disagiata, per motivi che possono essere molteplici, a volte anche sciocchi.
    i periodi neri ci sono per tutti, poi sta a noi vedere il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto.

  • Sable ha detto:

    Perché invece che vigliacca non ti pensi generosa? Si resiste anche solo per chi conta su di noi, o per chi ci vuole bene, nei periodi bui. Non siamo monadi e il tuo posto nel mondo, che ti sembri da poco o da tanto, è unico e insostituibile. Poi lo schifo toglie la voglia di alzarsi, si e succhia via tutto. Ma farsi forza, costringersi a essere forte, finché non parliamo di patologie psichiche, è un dovere di amore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.