Sono arrivate le caldarroste, sono arrivati i weekend di pioggia, è arrivata la coperta sul divano, il vento freddo, le foglie che cadono, il cuore che si apre, il sollievo che si diffonde tra i nervi. Arriverà novembre, con tutte le sue promesse che come ogni anno verranno trascinate via in silenzio da un dicembre sempre cortissimo e poi sarà un altro anno. Sarò ancora in tempo per migliorare il bilancio di questo che sta per finire?
Intanto la vita arranca sui suoi soliti binari, inamovibile come sempre. Nelle migliorie autunnali di quest’anno possiamo inserire il corso di pilates, che per un sacco di soldi in meno per ora mi sta permettendo di vivere come una persona normale e non una tavola di legno incrinata a metà. All’inizio della scorsa settimana abbiamo festeggiato il secondo anniversario di matrimonio, e ci apprestiamo a festeggiare 6 anni insieme con più o meno interruzioni alla fine dell’anno. E ancora sembra ieri, e ancora passiamo le serate a parlare e raccontarci come degli stupidi ragazzini. E ancora posso scrivergli fogli di parole che lasciano lui senza, di parole, e chiunque lo conosca saprà quanto è difficile.
Anche quest’anno, abbiamo già estratto i destinatari dei regali nella famiglia di jd, per evitare i soliti milioni spesi, e a me è capitata la madre di mia cognata, come l’anno scorso. Aggiungiamo nipote e marito, e regali da fare quest’anno dovrebbero concludersi qui, quindi almeno questo dramma invernale si consumerà in modo quasi indolore.
E il resto va come deve andare. Il sassolino che ho al posto del cuore si spezza e si riassembla ogni dieci minuti, per ogni parola di Khaled Hosseini, per ogni notizia al telegiornale, per ogni buona notizia che ricevo, come la cugina che finalmente è riuscita ad adottare una bambina. E’ poco, ma si cerca di bilanciare un po’ tutto. E poi mi sembra che certe idee seminate stiano cominciando ad attecchire, e posso ancora sperare.