Potrei lasciare per un attimo da parte i post melodrammatici, l’umore altalenante da ormoni lunatici per cui probabilmente non abbastanza anni fa sarei stata rinchiusa per isteria, e tornare a parlare della mia vita, quella normale di tutti i giorni.
Non posso permettermi gli arretrati perché sono passati effettivamente troppi mesi e anche volendo non mi ricordo nulla. Quindi potrei partire da inizio Agosto.
Abbiamo aspettato fino all’ultimo per vedere che offerte last minute trovavamo, e nonostante pianti e strepitii da parte mia la Malesia, nonostante il ragguardevole basso costo, è stata scartata dalle opzioni. La tanto amata Milos è stata depennata più che altro per stizza, essendo già alto il prezzo del volo e scoprendo che l’hotel di tre anni fa ha triplicato i prezzi; pacchetti pronti poi nemmeno a parlarne. Quindi, alla fine, l’ultimo giorno lavorativo abbiamo trovato un pacchetto per Santorini e l’abbiamo preso, con partenza a poco più di 24h ore dopo. Corse per fare la valigia (continua a non essermi permesso avere una valigia a testa, ma ormai mi sto abituando) e il giorno dopo, con tutti i colleghi ancora in ufficio, ghiros e mythos sul mare. Vacanza relax, Santorini l’abbiamo già vista e possiamo quindi evitarci le foto da cartolina, il tramonto da Oia, il faro, la gita turistica in caldera e tutto il resto. Dedichiamo gli 8 giorni alla spiaggia, al ghiros, alle passeggiate, alla scoperta della Donkey Beer – prima birra artigianale dell’isola – e del Frozen Yogurt fai da te. Facciamo un escursione sull’altra isola che non avevamo ancora visto, Thirassia, pensando di girarcela a piedi, ma dopo essere scesci dalla barca e aver fatto 300 metri in quello che sembra più un deserto capiamo di aver fatto una scelta non proprio astuta; veniamo raccolti quindi dall’unico veicolo che abbiamo visto in tutta la giornata e che guarda caso contiene, al posto del pollame per cui è stato costruito, degli esseri umani, italiani, accompagnati da una guida che parla italiano e che non vuole soldi perché fa la guida per divertimento. Si vede che avevamo qualche bonus Karma da parte.
Torniamo a casa in una Milano praticamente deserta, organizziamo serata degustazione Donkey Beer, faccio una decina di lavatrici e ripartiamo il giorno dopo alla volta della Liguria, con suoceri e cognati (e nipote e cane). Mare, gelato, pizza e pesce, poi io me ne torno a casa presa dalla frenesia di sistemare tutti i cassetti e le ante della cucina ora che ho finalmente un po’ di tempo, sistemare i dvd in ordine alfabetico e lascio lì jd a farsi altri 4 giorni. Torna, andiamo a Biella, tingo i capelli rosa, facciamo la grigliata di chiusura estate e torniamo a Milano, io a ricominciare a lavorare, lui ad aspettarmi a casa.
Dalla prossima settimana ricomincia anche lui, e tutto il solito tran tran. Ricomincerò la dukan per perdere gli ultimi 3kg infami (questa volta ho anche ordinato dal sito i famosi Shirataki), riprenderò il dry brushing per tornare più chiara che l’abbronzatura ha già stufato, proverò prodotti per i capelli per rivitalizzarli dopo la decolorazione, ho già prenotato due prove per pilates e zumba a inizio settembre e sto cercando di prenotare una prova in un’altra palestra nei dintorni, finirò di stirare la montagna che le 20 lavatrici post vacanza hanno generato.