Passo il tempo a guardare immagini di tatuaggi, di alcuni penso “bello”, di altri, pochi, penso: ecco, lo farei così. Penso ai disegni, alle migliaia di disegni che potrei fare, alla posizione, lo stile… e poi c’è il momento, quel momento, che è come quando a 15 anni vedevo passare per il centro il ragazzo per cui avevo una cotta, si crea un vuoto allo stomaco di un attimo, quelle che credo si chiamino farfalle. Quelle dell’innamoramento. Ecco, in quel momento so che quello è esattamente quello che voglio tatuato. E ieri sera è successo così, mentre guardavo idee per un tutt’altro tatuaggio, guardavo gabbiette per uccelli, teschi e fiori, la locandina di lady vendetta, ho capito che volevo il profilo delle mie montagne, il profilo inciso sul letto nella mia baita, sul braccio, all’interno, dove poterlo guardare e seguirlo con le dita ogni volta che vorrò, invece di dover guardarlo da lontano una volta l’anno quando sono fortunata. E anche se non sarebbe il momento per fare un tatuaggio che in qualche modo abbia a che fare con la mia famiglia – e probabilmente non lo sarà mai – mi sembra lo stesso una cosa giusta, a pelle; salvare l’unica cosa salvabile di tutto quello che c’è stato, l’unica cosa che mi è entrata dentro così tanto in profondità che qualunque cosa succeda non può più essere cambiata, l’amore per la montagna, per quelle creste imparate a memoria, l’amore che in qualche modo a un certo punto li ha avvicinati e ha creato me, anche se poi non è bastato per tutto il resto. Devo andare in baita a ricarlcarlo e se potessi prenderei la macchina e ci andrei in questo istante, ma ora non si può, e probabilmente nemmeno domani, anche se ci posso provare. Quello che posso fare senza dubbio domani è andare a prenotare un posto il prima possibile per non perdere tempo, perché una volta trovato il disegno mi prende quest’urgenza.
Come per tutti gli altri tatuaggi, a parte gli uccellini che sono stati un capriccio estetico, il significato è qualcosa che è appena al di là del mio orizzonte, qualcosa che non riesco completamente ad afferrare, una scelta di punto di vista che non sono in grado di fare. Insieme al profilo farò la scritta che vorrei da tanto; avevo pensato di farla nello stesso punto sull’altro braccio salvo poi ricordarmi (!) che è già prenotato per gennaio, quel braccio. E allora devo capire se farla in linea con il profilo, sull’avambraccio, oppure parallela sul lato esterno. Ma sono solo dettagli, l’importante è tutto il resto.