Ho bisogno di scavare, raschiare la crosta di superficialità che funziona così bene in questa vita, e scrivere, scrivere cose belle, scrivere cose che possa rileggere e pensare che sono ben scritte. Premere dei tasti bianchi e neri e creare dal niente qualcosa che possa osservare e non rabbrividerne, ma pensare di nascosto, senza dirlo, che sì, quando scrivo di getto scrivo proprio bene. Scrivere della tristezza, del vuoto, del bianco, perché di questo solo so scrivere bene. Ho bisogno, ed è quasi è una necessità fisica, di ritrovarmi capace di far qualcosa e di trovarmi capace di farlo bene, di smettere di odiarmi per un secondo e apprezzarmi, per trovare un equilibrio in tutta l’insicurezza che c’è e per cui non mi sento abbastanza carina, abbastanza gentile, abbastanza stronza, abbastanza brillante, abbastanza intelligente, abbastanza originale, abbastanza diversa, abbastanza.