Giusto per non lasciarvi tutti voi, infiniti lettori, con il fiato sospeso, un breve aggiornamento (ché la voglia di parlarne è ben sotto lo zero). La prima udienza è passata, il giudice ha accettato la richiesta di inagibilità e mia madre ora è curatore temporaneo. Io ho ufficialmente rifiutato la possibilità di essere il curatore definitivo dopo la conferma dall’avvocato circa il ruolo di curatore, che va ben oltre l’economico. Cioè, non così tanto oltre ma quanto basta per non volerne sapere nulla. Nel frattempo, i rapporti sono interrotti, con l’intera famiglia comprensiva di parenti. Al momento, l’unico pensiero a cui posso pensare è che arrivino pure a sgozzarsi per i soldi; io grazie al cielo non si sa come sono cresciuta in modo diverso e ho ben chiaro, per me, fino a che punto vale la pena rovinarsi la vita per i soldi: a nessun punto. Dare consigli puntualmente non rispettati è un lavoro che strema, signori miei, quindi la anija famiglia si chiama fuori dai giochi e riprende la sua vita sui binari su cui l’aveva lasciata, quelli che conducono a un futuro fatto delle persone che abbiamo consapevolmente scelto.