Piove, fa freddo, mi devo svegliare mezz’ora prima per accompagnare i suoceri ospitati in stazione, a lavoro lasciamo perdere, alle 15:00 lui, colui che mi porta a casa dalla metro, mi scrive che fa anche l’ultimo turno e non sa quando finisce e ci aggiorniamo. Non lo sento fino alle 20:00, ora in cui comodamente da casa entra in chat e mi chiede perché sono ancora a lavoro. Comincio ad essere sul nevrotico andante, arrivo a casa alle 21:30 e trovo che la sua scrivania è tornata in modalità casa senza ospiti senza problemi questa mattina mentre lui era comodamente a casa a giocare a poker, semplicemente buttando tutto – lenzuola, cuscini del letto degli ospiti – dalla mia parte. E dopo tutto questo, devo pure accorgermi da sola che il lavandino perde dopo aver pestato pozzanghere con le ciabatte da casa e aggiustarmelo da sola perché la sua frase è “mi sembrava non perdesse più” (non si sa dopo cosa… forse un intervento divino).
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