È martedì e ancora non riesco a scrollarmi di dosso lo strascico dei sogni di questo weekend. È una scia ingombrante e dolceamara, esattamente come il risveglio sabato mattina.
Ho sognato il cespuglio dopo… tanto – anche se avrebbe dovuto essere più ancora per essere irreprensibili – tantissimo tempo passato senza vederlo. Il sogno era più o meno la realtà attuale ma non mi sentivo per nulla in colpa a vederlo e iniziare quella che sembrava essere una storia. Ma allo stesso tempo, durante lo stesso sogno, mi ricordavo di essere sposata e mi rendevo conto di come tutto fosse impossibile.

Mi rendo conto che sono pensieri che avrei dovuto avere prima: cosa stavo guadagnando e cosa stavo perdendo; e li ho avuti, ho avuto tantissimi pensieri prima, ma sempre a cuor leggero. È che tutte queste storie, flirtare, le tresche, le bugie e soprattutto l’adrenalina e i tuffi al cuore e le morse allo stomaco, per sono sempre stato il perno attorno cui girava tutto il resto. E per la prima volta venerdì mi sono ricordata queste sensazioni, anche solo sognandole, e mi sono resa conto che non potrà succedere nulla di simile per tanto, tantissimo tempo. Per sempre, si spera.
E insomma, dicevo: dolceamaro.