dellincoscienza

dell’incoscienza

Non credevo che la mia vita sarebbe andata così. Non sono mai stata capace di immaginare un mio personale futuro, se non quello immediato nei momenti in cui capivo che non stavo andando nel verso giusto. In quei momenti in cui mi tagliavo i capelli, cambiavo casa, cambiavo lavoro, lasciavo fidanzati, cancellavo persone dalla mia vita, buttavo cose. Ho sempre avuto questo vuoto dentro, questa sensazione che mancasse qualcosa, che fossero ventuno grammi o quella parte di stomaco in cui sentire delle strette per l’emozione, e sono sempre stata irrequieta. Inquieta. In gabbia. E ogni volta che l’inquietudine prendeva il sopravvento, cambiavo tutto e rifacevo tutto da capo, sperando venisse meglio, sperando fosse il modo giusto. Ora, il vuoto è sempre lì, ma non era quello il problema; era davvero tutto sbagliato, e ora è giusto. Sono nell’ennesima gabbia, ma è più un nido che una stanza con pareti soffocanti. Qualcosa che aiuta a non disperdere quel poco di calore che c’è nella vita, e ad accumularlo. Ora è tutto perfettamente normale, come in una telenovela piattissima, c’è la casa, il lavoro, le cene, la briscola, i parenti, il cinema e i weekend fuori, ed è tutto perfetto. Non l’avrei mai immaginato, ma ora che questa vita m’è capitata ho scoperto che è l’unica che mi fa stare bene, che mi fa dormire la notte e mi fa svegliare sorridendo e mi tiene a sonnecchiare sul divano la domenica pomeriggio guardando un telefilm sotto la coperta con lui, che mi fa immaginare il futuro senza ansia e senza desiderio di cambiarlo in nessun modo.

del-tempo-che-graffia

del tempo che graffia

So che la maggior parte di voi sa a malapena perché sia qui, anzi, la maggior parte di voi non sta leggendo nemmeno questo post, ma per quelli che se lo chiedono e me lo chiedono: sì, siamo tornati, ci siamo sposati, abbiamo già anche festeggiato un mesiversario <3 . E’ stato tutto bellissimo, il matrimonio, il viaggio, tutto. Però ho bisogno di un momento per riprendermi, per riprendere in mano una vita che sembra cambiata ma non è davvero cambiata e non so da che parte girarla, per sedermi e respirare un momento e raccogliere i pensieri prima di raccontare qualcosa. Lo farò, non ora né domani, ma presto :)
Grazie a tutti per tutti gli auguri, non so nemmeno se sono riuscita a rispondere a tutti, ma mi hanno fatto tutti davvero piacere <3

Panissa

Da Vercelli con furore, ma un po’ da tutto il Piemonte, ecco la ricetta per la panissa, riassumibile in risotto con salsiccia, ma chi la conosce sa che è ben altro!
E’ una ricetta … maschile, quindi come ogni cosa maschile è improvvisata, approssimativa, senza fondamento … ma con ottimi risultati ;)

INGREDIENTI (per due persone)

20 cm di salsiccia
3 tazzine di riso
Brodo di carne
Un quarto di cipolla
Vino rosso
Rosmarino
150gr. di fagioli precotti
Burro
Olio
Sale

PREPARAZIONE

Soffriggere la cipolla affettata con 2 cucchiai di olio, aggiungere la salsiccia sbriciolata ed il rosmarino.
Far sfumare con un po’ di vino rosso. Una volta asciugato il vino, aggiungere il riso e lasciarlo imbiondire con il soffritto.
Aggiungere i fagioli ed il brodo di carne (che avete scaldato a parte; se non state usando un dado ma del brodo fatto in casa dovrete salarlo), lasciandolo asciugare e aggiungendolo continuamente. A metà cottura, aggiungere mezzo bicchiere di vino ed un pezzetto di burro.
La cottura del riso sarà di circa 15 minuti, dopo i quali lasciare asciugare e attaccare leggermente alla padella.

A metà cottura abbiamo aggiunto un paio di cucchiaini di concentrato di pomodoro per insaporire un po’, ma non sono sicura ci siano nella vera panissa ;)

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