Di solito per stare tranquilli si dice: “a meno che non capiti una catastrofe naturale”, usandola come riferimento al quadro più improbabile e imprevedibile. Ecco, è appena capitata. E’ se è vero che ormai guardare il tg al mattino è un’agonia, tra la guerra – ormai definitivamente guerra – in Libia e il disastro in Giappone, io non posso fare a meno di pensare anche al mio piccolo, e nel mio piccolo alla prenotazione che stiamo per fare per il viaggio di nozze: Cina. Da qui a ottobre si spera si sistemi tutto, ma chi può dirlo? In questi giorni pare solo che possa peggiorare.
Che fare? Cosa succede quando un viaggio pagato profumatamente non si può fare per cause di questo genere? Cercheremo di capirlo domani in agenzia.

Detto questo, il prete del paese in cui andremo a risiedere non ci farà il corso prematrimoniale perché i suoi durano – rullo di tamburi per favore – un anno. E ha anche accennato che non ci darebbe il permesso a sposarci fuori diocesi (cioè nel posto in cui abbiamo già lasciato un millino di caparra). Adesso aspettiamo l’appuntamento la prossima settimana, per vedere di trovare un accordo. E spero per lui che non si tratti di un accordo economico o ci toccherà farci sposare civilmente scatenando le ire di tutte le famiglie, su noi e lui :/