E sono cose che capitano così. Il giorno prima sei uno degli ex subcolleghi che ha reso più felice l’ultimo anno in quello che era diventato un’incubo di lavoro, che non fuma, non beve, non si droga, gioca a calcetto una volta a settimana. Il giorno dopo diventi l’ex collega di cui chiedi novità a una rete di collegamenti per sapere se sei uscito dal coma, se ci sono danni, parlando di come da un giorno all’altro possa capitare un’emorragia cerebrale. A chiunque. E il resto, le preoccupazioni quotidiane, le bollette, il lavoro, sembra tutto improvvisamente così poco importante.