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dei mancati anniversari

Sono passati un po’ di giorni dall’anniversario del blog, e lo so solo perché lei ovviamente non ne perde mai uno. Siamo a 8, e credo sia la cosa che è durata di più nella mia vita.
Ci ho ripensato oggi che facevo pulizia nei feed, togliendo blog che avrei dovuto togliere mesi e mesi fa, quelli che ci speri sempre che reinizino a scrivere, anche se hanno lasciato il post d’addio. Quelli che si sono accasati, quelli che si sono sposati, quelli che si sono trasferiti, quelli che si sono annoiati, quelli che si sono arrabbiati, quelli che piano piano, quelli che tutto in un giorno, quelli che non sai perché ma a un certo punto hanno smesso.
Anche qua ci si è accasati, ci si sta per sposare, e prima o poi si starà per mettere su famiglia. Si sono fatti viaggi, si sono conosciute persone, anche se sempre meno di quante sono andate; il tempo per postare manca sempre, e lo spirito non è più quello dei 20 anni, dove ogni cosa che succede sembra valga la pena di scriverla. Succede sempre meno, il tempo passa sempre più in fretta – dov’è finito febbraio, per dire? – e quel che succede si condivide in altri modi. Non ci si strugge più per un sms, non si passano più nottate insonni a scrivere poesiole. Suppongo tutto questo rientri nei cambiamenti dai 20 ai 30, questo oltre le prime rughe, il non poter uscire in maglietta a marzo senza stare a casa con la febbre, il dover mettersi gli occhiali da sole e la crema la sera prima di dormire, il doversi struccare e il preferire un bicchiere di Nebbiolo a 4 long island.
Però insomma, cerco di resistere all’impulso di chiudere e continuo a postare, di tanto in tanto, perché è difficile lasciar andare qualcosa che è stato parte così integrante di ogni momento in tutti questi anni, qualcosa che si è intrecciato con ogni aspetto della mia vita, qualcosa che ha costruito me stessa giorno dopo giorno.

degli-aggiornamenti

degli aggiornamenti

Dunque, dopo un intero weekend a cercare mobili (3 ore di preventivo per la cucina Cesar! sono ancora indolenzita adesso) abbiamo prenotato il primo mobile della casa! Tavolo 90×90 in vetro serigrafato e alluminio, allungabile a 180 e trovato il divano perfetto, che guarda caso è in offerta nel colore che serve giusto a noi ;) dobbiamo solo pagarlo :D
La cucina è diventata bianco lucido perché il pavimento è diventato grigio antracite e il soggiorno ha preso forma nella mia mente sottoforma di cartongesso: appena vedo il futuro suocero sfodererò gli occhioni più cerbiattosi che ho per farmelo fare così :D
Questo fine settimana invece – miracolo – niente mobili, niente case, niente matrimonio: due giorni di terme e cene valtellinesi grazie alla smartbox in scadenza :)
E ieri sera è stata approvata la decisione di abbandonare il biennale rosso per tornare al caro vecchio nero, così i miei poveri capelli si riprenderanno un po’ e torneranno ad essere del loro riccio.
That’s all, folks!

delle-cose-che-non-capisco

delle cose che non capisco

Vorrei capire in quale momento della mia vita ho dato l’impressione di desiderare d’essere la sua valvola di sfogo. In quale momento ho dato anche la minima parvenza di volere quel genere di rapporto madre-figlia, a senso unico però; visto che tutte le volte nella mia vita in cui sono stata in difficoltà, morale, economica, sentimentale, certo non mi sono appoggiata a questa spalla che non c’era. E se c’era, dava spallate. Quindi non capisco, adesso, perché devo trovarmi tirata in mezzo in questo dramma familiare, devo sentir parlare di divorzio tra due persone non sposate di 63 e 73 anni. Mi prendete per il culo? Dovrò stare a spiegare perché una persona con 700€ di pensione non può comprarsi un appartamentino, quando io qua è un anno che sputo sangue per potermi permettere di pensare di acquistare un appartamento senza poter contare su nulla e nessuno. Dovrò stare a spiegare che esistono cose chiamate spese e bollette e extra, nonostante queste cose io abbia dovuto impararmele da sola da ormai 9 anni a questi parte, e non certo solo per scelta. Vorrei capire perché invece di poter fare la vittima devo essere la colonna portante, qua in mezzo, tra due persone che non sono state nemmeno due stecchi per me, altro che fondamenta.

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