E’ che sono così felice. Ogni giorno, ogni minuto mi ripeto e ci ripetiamo quanto siamo fortunati. Tutto va così bene, il lavoro, la salute, la vita privata, le scelte, tutto, sembra che tutto quello che desideriamo sia semplicemente da raccogliere, come una mela da un albero. E sono circondata da talmente tante persone così incapaci di apprezzare qualunque cosa che mi sembra doveroso dover ricordarmi ancora più spesso di quanto siamo fortunati, perché lo siamo, ma anche perché lo sappiamo.
A volte mi chiedo se tutto questo non sia un lunghissimo preludio al colpo di grazia, sai, quando passi tutta la vita a prendere scarpe sui denti alla fine non è che ci credi davvero tanto, che le cose cambino, che inizino a girare bene. A volte penso di meritarmelo anche un pochino, a volte penso che comunque, per tutto quanto sia successo da quando ho dei ricordi, non basti comunque a giustificare questo periodo. A volte penso che sia solo un’illusione, dopotutto, sono le persone più infelici che cercano di ricordarsi continuamente quanto invece siano felici; ma io penso sempre di essere malata, e se ci credessi pienamente dovrei costringermi a passare a letto tutta la vita e non solo la domenica.
Sono innamorata, sono contenta del mio lavoro, vinco sempre a poker, mi sento bene con me stessa, i capelli corti pare mi tolgano qualche anno, ho scoperto di essermi affezionata anche a qualche persona, e tutto è così chiaro e definito da non avere nessuna preoccupazione.

Era da un po’ che volevo scrivere di tutto questo, ma mi sembra così inopportuno dire in pubblico una cosa simile, così sfacciato verso tante persone che invece vivono periodi sfortunati per tanti motivi. Poi ho pensato che io, qua sopra, sono sette anni che non faccio che lamentarmi o stare zitta nei periodi felici, e allora forse condividere il motivo per cui non scrivo da molto è giusto e può aiutare qualcuno a essere più ottimista. Io lo sono sempre stata, anche quando pensavo il contrario, e questo serve sempre.