Nonostante i nubifragi e i treni deragliati in Liguria (ora ho capito perché quel treno lo annunciavano in ritardo di due ore e mezza…), ci siamo goduti il fine settimana tra Genova e Camogli.
Genova è sorprendente ogni volta, nonostante ormai siano anni che la vediamo. Perché questa volta eravamo a piedi con l’albergo in centro e abbiamo girato per due ore e mezza cercando il ristorante di due anni fa di cui sapevo che era dalle parti del centro storico, vicino a un cavalcavia e arredato come fosse una nave; jd ha tentato di fidarsi, per una volta, di me che gli dicevo che mi serviva solo un punto di riferimento per trovarlo, ma dopo due ore in cui questo punto non s’è visto, ho gettato la spugna e ho chiesto d’andare a mangiare in un posto qualsiasi. Al che abbiamo fatto 50 metri e ce lo siamo trovato davanti. In tutto questo, e nel giro la sera, non sembrava nemmeno d’essere in una città italiana; non sembrava d’essere proprio nella realtà, ma piuttosto in un film. Strade in cui avevamo effettivamente un po’ di timore a camminare (ma ne siamo usciti assolutamente indenni); piccoli falò nei bidoni per arrostire carne, gruppi di ragazzi sdraiati sotto la pioggia nelle piazze, e tutto quanto si possa immaginare dall’incrocio di trainspotting e Spike Lee. Ovviamente siamo passati all’acquario, sia mai che cambi qualcosa da un anno all’altro!

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