Non so in quale modo io mi ritrovi iscritta a siti assurdi, fattostà che ricevo continuamente mail di eventi e robe a Milano, anche se spesso sono troppo scicchosi per anche solo valutarli. Ieri sera c’era l’inaugurazione di un ristorante orientale a due passi dal nostro ufficio con degustazioni gratis. Capirai. Giro di email e dopo cinque minuti anche la coppia di amichetti si era detta favorevole. Appuntamento alle sette per un preaperitivo e poi lì, un ottimo programma davvero! Il primo intoppo arriva alle 18:30: jd viene tipo ammanettato a un termosifone in ufficio e costretto a restare lì per un turno che finisce alle 22:00 (dopotutto, lavorava solo dalle 9:30 senza pause). Io resto in ufficio fino alle 19:30. Piove talmente tanto che probabilmente il Seveso stavolta non è esondato, è diventato il Po direttamente. Alla fine riesco a raggiungere gli amici alle 20:00, bagnata e infreddolita. Abbiamo troppa fame per aspettare jd, quindi andiamo lo stesso – e per grazia divina, si decide per la macchina: arriviamo davanti al posto ed è strapieno, la coda inizia da Bergamo. Cambio di direzione per ristorante a buffet 15€ dove paghi di più solo se avanzi (l’importante è avere un sacchetto nella borsa), lo troviamo chiuso (dannato lunedì!). Cambio di direzione per il Giapponese, che scopriamo essere dieci volte più grande di come immaginavamo, una specie di scherzo di prospettive per cui il corridoio sembra infinito, con centianaia di tavoli. Abbiamo freddo, siamo bagnati, la macchina l’abbiamo buttata sul marciapiede per l’esasperazione del non trovare parcheggio. Ma soprattutto, sopra ogni altra cosa, abbiamo fame. Io al giapponese dopo un piatto di udon – che spesso non finisco – non riesco a prendere un dolce; questa volta ordiamo, in tre:
California Maki con Avocado e Surimi (crocante) (6), Big roll fritto Maki (8), Ravioli di carne alla piastra, Pesce fritto in salsa agrodolce, Crema farcita al vapore con gambero, Zuppa di Wantan, Gamberoni fritti con riso, Pollo in salsa “Gong-Bao”, Gamberetti al curry, Riso bianco, tre birre, tre dolci (piramide di cioccolato, torta alle mandorle, tartufo bianco), caffè. Abbiamo questa fame incredibile, quindi chiediamo alla cameriera di portare tutto man mano che arriva, non importa l’ordine; dopo dieci minuti abbiamo tutti i piatti sul tavolo, messi uno sopra l’altro per farli stare. Abbiamo finito tutto, non so come, e penso sia stata una delle cene più buone al giapponese (che se siete di Milano, vi interesserà sapere che è il Wu-Taiyo di via Adige).
E niente, per essere un lunedì, direi che è stato un ottimo lunedì.