Ed è di nuovo settembre. Lo vedi nelle persone, al mattino, tutte vestite di scuro, con scarpe nere che prendono il posto di sandali dorati e con maglie a maniche lunghe che prendono il posto dei prendisole a fiorellini dei colori dell’arcobaleno. Lo senti la notte, quando tiri un po’ più su il lenzuolo e ti avvicini per farti scaldare. Lo percepisci nell’umore, che è frizzante e in trepidazione, perché due settimane di vacanza hanno resettato tutto e tu puoi ricominciare. Con un lavoro che è ancora praticamente nuovo, una casa che è quasi una ex casa, una vita di coppia che sembra nuova ogni giorno e allo stesso tempo sembra più stabile e ancorata ogni momento che passa.
E’ stato lavato via tutto lo stress, tutto il negativo successo negli ultimi dodici mesi, tutte le delusioni e i rimpianti; è stato tutto lavato con il sole a 37° per le strade di Milano, con l’asfalto che si scioglie sotto i tacchi mentre lasci una scia di cerchiolini per terra, lavato con l’acqua del mare della Grecia, calda, pulita, trasparente e spumeggiante, lavato con i cieli blu, i prati gialli, le serate sul balcone in riva al mare, perso tra tutti quei milioni di granelli di sabbia e conchiglie. Tutto il buono negli ultimi dodici mesi invece è rimasto, le scoperte, le emozioni, l’amore, l’amicizia, i bei ricordi, è tutto consolidato, stretto stretto in un abbraccio sulla spiaggia, come un pacchetto, legato con lacci che sono sorrisi, impresso nella foto di un’onda che arriva e si ferma lì in quel momento.
Torni a casa, riprendi la routine, e sai che ora puoi fare quelle piccole modifiche a cui pensavi per vivere un po’ meglio ogni giorno, che c’è tempo di abituarsi al nuovo e due settimane sono bastate per disabituarsi al vecchio. E’ per tutto questo, per questo inizio che porta insieme al fresco e alla pioggia, che amo l’autunno come nessun’altra stagione.