delle-lamentele

delle lamentele

Non mi piace lamentarmi del lavoro. Credo che passare la giornata a lamentarsene sia semplicemente da idioti, perché ci si auto rovina l’80% della vita. E anche perché c’è sempre chi sta peggio, e non c’è bisogno di andare con la mente al terzo mondo, basta pensare ad almeno la metà delle persone che conosco e frequento.
Però sarà che ho oltrepassato abbondantemente i 3 anni, e quindi sicuramente anche il mio limite di sopportazione. Sarà che l’ambiente, da relativamente simpatico, è diventato invivibile a causa persone simpatiche che se ne sono andate, persone detestabili che sono rimaste e son peggiorate, new entry una peggio dell’altra. Sarà che mi sono rotta letteralmente i coglioni di aggiustare le cose fatte da chi prende 500€ al mese più di me, nonostante si faccia lo stesso lavoro e si abbia lo stesso background lavorativo. Sarà che mi sono rotta i coglioni di fare otto ore al giorno quando c’è chi da quando è stato assunto non ha ancora fatto una giornata completa. Sarà che mi sono rotta i coglioni di saper fare determinate cose e essere usata (ed è il verbo più adatto) per fare l’1% di quel che potrei. Sarà che io, vabeh, sono una perfezionista psicopatica, eppure su 500 fottuti dipendenti sono l’unica a cui interessa correggere errori evidenti anche quando non sono segnalati da un dirigente, che tipicamente segnala la A non accentata quando c’è mezzo sito che non funziona, popup non linkabili (esiste qualcosa di peggiore?), flash che bloccano il browser. Va bene correggere la A, ma correggere anche il resto, no? Fare le cose male è semplicemente ridicolo e molto, molto svilente. Lavoro con un metodo che mi fa schifo, perché è evidentemente sbagliato, e allora come cazzo dovrebbe fare a piacermi il mio lavoro? Oppure sarà che sono stufa di essere organizzata da persone che non sono in grado di organizzarsi nemmeno la lista della spesa. Soprattutto quando so che io saprei fare il loro lavoro cento volte meglio. Lo so io, lo sanno loro. Eppure io sono qua a eseguire stronzate e loro lì a organizzare male. Sarà che sono quattro anni che le vacanze di natale nemmeno a parlarne, quelle ad Agosto al massimo due settimane (mentre il resto dell’azienda quattro) ma confermate solo a fine luglio, così ti becchi proprio i prezzi migliori per qualsiasi viaggio. Tanto, visto lo stipendio medio di 2k dell’ufficio, noi poveri stronzi a cui importa risparmiare qualcosa perché non siamo in media siamo decisamente pochi e non contiamo.

A me non piace lamentarmi, ma sono entrata in un loop in cui venire a lavoro è una sofferenza, e appena capita la cazzata mattutina – e capita sempre – dal collega che risponde di merda alla solita cosa che smette di funzionare per colpa dei soliti noti la giornata prende una piega sbagliata e il giorno dopo ho sempre meno voglia di alzarmi per venire a lavoro. E comincio di nuovo di malumore. Sarà a smorzare questo loop che servono le ferie che noi accumuliamo in busta paga da anni?

-_-

dei-tatuaggi

dei tatuaggi

Ieri era, evidentemente, l’apice di insopportabilità. Da qui in poi dovrebbe essere tutta discesa, anche perché ormai è una settimana che c’è l’ho.
E’ stato ufficialmente il più doloroso, anche rispetto a quello sulle costole. Sarà stato per via della giornata, per via del tatuatore, della macchinetta, non lo so, sta di fatto che ho veramente sofferto tutte e tre le ore. Però ne è valsa la pena, perché è esattamente quello che volevo. E visto che sarà l’ultimo, davvero, sono contenta di poter finalmente guardare il tatuaggio di cui mi sono innamorata anni fa e pensare che per quanto diverso, abbia proprio lo stile di quello, che era poi la cosa che mi piaceva.
Qua trovate qualche foto fatta da jd il giorno dopo averlo fatto. Ne posterò qualcun’altra una volta guarito, quando le sfumature saranno più chiare :)

Ku no shaba ya sakura ga sakeba saita tote Ku no shaba ya sakura ga sakeba saita tote Ku no shaba ya sakura ga sakeba saita tote

delle-svendite

delle svendite

Come ogni anno, svendita aziendale.
Siccome qualcuno ha frainteso e ne ha approfittato per una simpatica frecciata – so che è dovuto all’assenza di cervello, ma vorrei evitare in futuro – non sono super saldi che trovo solo io che sono figa e brava, no, semplicemente sono svendite aziendali semestrali, riservate ai dipendenti, di prodotti inviati in test, o in promozione, durante l’anno, di cui tutto il ricavato va in beneficenza e in cui si trova un po’ tutto: trucchi, accessori, qualche vestito, libri, quest’anno pure le macchinette del caffè. Faccio il conto dei prezzi perché la prossima volta saprò che converrà prendere di nuovo qualcosa della Sebastian che ha prezzi veramente osceni e non converrà invece prendere cose di Sephora che il più delle volte fanno risparmiare al massino 15€ (e non uso quasi mai).

Tutti acquisti tra i 2€ e i 5€.

Il balsamo emergenza « bua » (che ho capito solo ora che ho tradotto a cosa serve) è tipo una manna dal cielo, se funziona, per me che ho sempre almeno un paio di bruciature, qualche graffio e tagli vari sparsi dappertutto (poco distratta…).

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