e dei lupi che perdono il pelo, decisamente, ma non il vizio.

Ieri dopo tanto tempo (diciamo pure anni) sono andata a prendermi un caffè con IlCespuglio. Chiamarlo con questo soprannome da tredicenne mi lascia ancora un po’ perplessa, ma dopotutto le persone e i luoghi di queste storie appartengono a quell’età, ed è giusto allora chiamarlo così. Riferirsi alla sua morosa come alla sua ex-moglie è ufficialmente una delle cose più strane capitate nell’ultimo decennio. Sentire le stesse cose di dieci anni fa quando mi appoggia la mano sulla vita per accompagnarmi alla porta della sua nuova sfavillante macchinina è una delle cose più rassicuranti dell’ultimo decennio, un punto fisso di cui non vorrei fare mai a meno. E’ quel riferimento di contatto fisico che non ho con amici di vecchia data, o con i miei genitori. Vedere che, matrimonio o no, non è affatto cambiato, è sempre la solita storia.

A  volte mi chiedo come sarebbe andata, con i mille se del caso, come quando mi scrive un sms con ehi birba. Poi quando lo vedo mi rendo sempre conto di come invece non sarebbe affatto andata. Il suo profumo è sempre lo stesso, eppure non mi sarebbe bastato. Che peccato.