Salto la pausa pranzo per leggere il secondo capitolo della trilogia Millenium e per aspettare la scadenza di un’asta interessante su ebay: tra le altre cose che sono in procinto di comprare (il mio personal shopper fotografico mi ha appena messo in lista le lenti macro) quella più urgente è un netbook, possibilmente sotto i 300€. Ho trovato ottime recensioni per l’Acer Aspire One che è più un notebook molto piccolo che un netbook (160gb di hd, che sono molto utili per l’uso che ne farò). A me serve per navigare ovunque, ovviamente, averci su qualche telefilm da guardare e per memorizzarci e gestire le foto man mano che le scatto: mi evito di comprare tante schedine da 1/2gb alla volta. Visto dove andrò in vacanza… :D

E poi rifletto, sull’essere orgogliosi. Io sono una persona orgogliosa di natura, in entrambi i sensi, quello buono e quello cattivo. Sono orgogliosa di me stessa perché quando non c’è, per molto tempo, nessuno che lo è per te, devi diventarlo tu stesso. Il mese scorso ho riferito a mia madre che ero entrata a far parte di una srl come socia e con un compenso extra non indifferente – non indifferente per una ragazza della mia età non diplomata, senza fondi di famiglia e scarso tempo libero. Lei ha abbozzato con un « stai attenta » e io ho passato la serata a lamentarmi con jd del fatto che almeno loro dovrebbero essere schifosamente orgogliosi di tutto questo. Ma, insomma, lo sono io stessa e tanto basta. E ovviamente, con l’auto-orgoglio, ci si pone dei limiti spesso al di là del possibile; ed è per questo che mi è difficile essere orgogliosa per gli altri. Rifletto su di loro le cose che riservo per me: non è abbastanza, potrebbe essere meglio, di più.
E oggi sono davvero contenta di essere orgogliosa di qualcun altro, mentre prendiamo la metropolitana insieme nel primo giorno del lavoro extra faticosamente cercato e finalmente trovato, facendo esattamente quello che voleva lui senza averne mai avuto i mezzi (perché certi lavori, se non fai determinate scuole private con determinato esborso di soldi, è innegabile, difficilmente arrivi a farli – per mancanza di introduzione allo strano mondo chiuso di cui fanno parte, perlomeno).