delle-scoperte-da-non-fare

delle scoperte da non fare

Questa settimana ho perso mezzo dei cinque chili rimanenti da perdere (quelli che mi han fatto passare da peso ideale a botolo rotolante in questi mesi). Sto facendo la ragazza diligente, mangio il mio ananas apranzo e il mio latte e biscotti per cena, e quando sono da lui – la cosa più importante – non mi ingozzo come una persona che non mangia da giorni (anche se è vero) (anche se sua madre si prodiga a cucinare venti portate di cose buonissime tutte fatte su misura dei miei difficilissimi gusti). E adesso, mentre aprivo la macchina fotografica per prendere la schedina e dare una prima occhiata alle foto di londra… cosa ci trovo dentro? Già. Il barattolo di noodles comprato là. Buongiorno, mezzo chilo appena ritrovato.

corvi

delle-incertezze-e-delle-sicurezze

delle incertezze e delle sicurezze

Oggi è una di quelle giornate liquide, con la testa perennemente annegata in mezzo litro di lacrime inespresse e raffreddori repressi; sarà il vento.
Sex & The City spuntato fuori dalle pile di cd mi stuzzica, ancora una puntata poi stiro, ancora una puntata poi carico una lavatrice, tanto stasera il più l’ho fatto. E mi stuzzicano le domande di ogni puntata. Come fai a sapere che sta volta andrà meglio? Già, e chi lo sa. E’ che per adesso lo sento così giusto, così perfetto, da riscoprirne lo stupore ogni mattina, e ogni volta che lo guardo. E poi di mezzo ci sono tutte queste cose, la casa, il lavoro, le città, le distanze, i tempi, gli impegni, i soldi. Come faccio a coordinare tutto? Ho tutte e dieci le dita impegnate a trattenere e lasciare fili per mantenere allineato questo siparietto che mi sembra più un circo del tempismo che altro. Lui cerca stabilità, cerca di mettere qualche pietra fissa nel suo precariato perenne per tutto quello che c’è da venire, che si sa cos’è ma non si sa quando, né come. Io, che se me l’avessero detto l’altro giorno avrei detto "io mai!" entro nel consiglio d’amministrazione della srl appena fondata, dando a lui ancor più filo da torcere; perché lo capisco benissimo quel sentirsi da meno che prova. Domenica pomeriggio, tra un dondolo e un caffè al sole, nei soliti discorsi di nipoti, matrimoni, trasferimenti, pulizie, è saltato fuori il discorso del lavoro a Milano e della casa a Biella e la temuta frase di un’estranea « cercano una commessa ». Mi si sono drizzati i capelli sulla testa, lui si è quasi ribaltato dal dondolo aspettando la mia reazione. In tutta la mia ragionatissima e logica vita, non ho mai sentito così tangibile una nube di veloce caos nel futuro immediato, e non mi sono mai sentita così confusa e leggera allo stesso tempo. Che, comunque vada, anche a finire a fare la commessa, basterebbe tutto il resto.

jesus _ brand new

di-flos-delle-lampade-definitive-e-degli-sconti

di flos, delle lampade definitive e degli sconti

Scopro che siamo convenzionati Flos al 60% e nella mia testa arriva un lampo micidiale, quasi doloroso. Arco! Arco! Arco… arghh… 600€ invece di 1300€ sarebbe comunque tanto, comunque troppo, è solo una fottuta lampada, ma una lacrimuccia scende. Maledette convenzioni!

RSS

Archivi

c'era una volta...

Più indietro ancora?

© anija

questo è il mio blog, e questa è la mia vita.