Ad esempio, il farmi un’ora di strada da sola a mezzanotte, ovviamente sotto la pioggia che fa così film, rimuginando tutto il viaggio. Scrivendo immaginari post al vetriolo su uno dei tanti problemi che hanno gli uomini, precisamente, con me. Pensando prima di mandargli un messaggio per chiedergli se si sta godendo le sue ore di sonno che era tanto stanco (io in effetti oggi non ho lavorato né fatto 4 ore di treno per lui, no, ho dormito, solo che non lo sapevo), poi di non mandarglielo e non rispondere all’eventuale messaggio in cui mi chiedeva se ero arrivata a casa – ahah – come se potesse mai mandare un messaggio simile, lui. Alla fine non faccio niente, libero i gatti, apro le finestre e mi metto a dormire. L’unica cosa che dovrei fare sarebbe anche l’unica cosa sensata che è venuta fuori stasera: vista questa necessità impellente d’arrabbiarsi, a scadenze bimestrali, per nessun motivo (« anche io ho il diritto di arrabbiarmi di tanto in tanto, non importa per cosa ») e visto che mi manda ai matti vedere i motivi inutili a cui si attacca, dovrei darglieli io questi motivi, sarebbe semplice; solo che non so come si fa. Cosa deve fare una per provocare delle arrabbiature motivate? Potrei uscire fino alle sei del mattino senza dirglielo, ma darei più fastidio a me che a lui. Così come tutte le altre cose. Quindi non posso fare nulla se non lasciare che vada avanti così, peccato che a me le cose ridicole annoino da morire.