Dunque. Dopo aver svolto le mansioni urgenti in ufficio, aver letto tre capitoli del libro, aver sistemato una cassa d’acqua sotto i piedi (capiremo poi insieme perché) e aver ordinato il pranzo, ho concluso quanto potevo umanamente fare oggi, se escludiamo lavoro extra molto relax e photoshoppamento foto invernali. E questo era il preludio per dire che ora ci si aspetta, universalmente, che io posti. Perché non posto mai e la scusa del tempo che non ho non vale più.
Come è andato il Natale, a voi? Io potrei fare due generi di riassunto: quello conciso, che sarebbe una sola parola. Ma siamo, dopotutto, non proprio a Natale ma nel periodo di grazia tra due festività molto sentite, quindi non mi sembra appropriato. Oppure quello esteso. Eccolo. Quest’anno tia lavora tantissimo; l’esselunga di Biella ha iniziato ad aprire ogni domenica, in più va in ferie dieci giorni a gennaio, quindi i programmi sciistici erano: si scia il 26 dicembre e il 1 gennaio.  Due giorni. Due miseri giorni. Il 25 notte, tra Nemo e Serendipity, mi alzo per guardare cosa sbatte contro i vetri di casa: grandine, tempesta di grandine. Il mattino dopo c’è quasi mezzo metro di neve sulle strade. Nella stessa giornata, arrivano i sentori del maldischena. E così fino a ieri sono stata inchiodata a casa, a giocare a endless ocean e cercare di isolare la mente dalle parole di mio padre che sta mettendo a durissima prova la pazienza che non ho, provando qualunque tipo di medicinale; oggi non sono inchiodata a casa solo perché dovevo venire a lavorare in un ufficio vuoto (e io spero siano tutti sepolti da sei metri di neve quelli che han fatto in modo che io debba essere qui oggi – buon nataleeee). Parlando di Natale strettamente Natale, i regali quest’anno – a parte quelli ricevuti prima di Natale – sono stati magri e per lo più "d’apparenza", profumi, cose del genere. A parte il cappotto fatto dalla mamma. Al pranzo di Natale sono arrivata dopo una notte completamente insonne – vai a sapere perché – e quindi ho passato tutto il pomeriggio a dormire sul divano della zia, io da una parte, una cugina dall’altra. Ultimi regali: -1. Sci: -1. Benessere fisico: -1. Lavoro: -1. Noia: -1.