Sorseggio il mio the indiano bollente dalla tazza a righe bianche e nere continuando a contare. Conto da questa mattina, conto dal primo treno perso, dalla prima goccia pioggia, dalla signora ariete della metropolitana che, diciamo, mi aveva scambiato per una parete mobile, conto dalla prima notizia di chi è tornato in ufficio dopo settimane troppo serene, dall’accendino che non si trova mai, dalla palestra troppo pesante, dal primo colpo di tosse, dalle conversazioni su idee stupide alle conversazioni che mi annoiano; conto, continuo a contare per tutte le cose che oggi aggiungono una tacca al malumometro. La giornata è corta, sì, ma a discapito di un lunedì mattina che ha devastato già l’intera settimana.
E tutto questo dopo il weekend a fare shopping veloce in negozi con sconto esclusivo al 40% in un centro commerciale con musiche e lucine natalizie, dopo la cena con gli amici, dopo le coccole, dopo i film, i cupcakes, le fondute venute male, dopo Milano, dopo Biella, dopo la neve, il sole, la nebbia, la poggia.