La storia che si racconta è che in una notte buia e tempestosa ci fu questo nubifragio nei gelidi mari della Norvegia. L’unico superstite, disperatamente aggrappato ai cadaveri dei compagni di viaggio, fa un voto alla madonna: giura che se lo salva, lui girerà il mondo per visitare tutti i luoghi di culto cristiani, islamici e buddisti. Storia recente; era il 2000 quando, terminate le cure, inizia il suo pellegrinaggio. Otto anni dopo io me lo ritrovo nel giardino dei miei che fa battute e scherza e in effetti è come lo descrive ogni articolo di giornale: sorridente. Poi racconta i posti in cui è stato e ti rendi conto che ha avuto più ospitalità da persone che nemmeno conosceva che dagli uomini di dio che gestiscono santuari e dormitori e questo lascia perplessi. Ti chiedi poi se quest’indole la si guadagna, l’indole di essere così poco estranei con gli estranei, te lo chiedi mentre ti stringe con il braccio intorno alle spalle e dice in italo spagnolo che è felice di conoscerti dopo aver sentito parlare di te, e tu stranamente non provi la solita sensazione di svincolarti. O se con quest’indole ci si deve nascere. Non lo so.