Dunque, undici anni fa probabilmente mettevo le zeppe della 883 e quei cavolo di jeans iperstretti a zampa e le magliettine che finivano giusto un centimetro più giù del reggiseno e passavo l’inverno con un giubbotto di jeans; i miei capelli erano un disastro, mettevo rossetti viola e smalti verde acido, mi facevo i piercing alle unghie. Ora sono qui in total black, maglia nera, parigine nere, scarpine tacco 8 e punta tonda, nere, e una gonna a ruota e a vita altissima che finisce appena sotto il ginocchio, in scozzese rosso; ho i capelli lucidati e boccolosi, smalto trasparente, smoky eyes e rossetto un punto più chiaro delle mie labbra troppo rosse. Probabilmente nemmeno mi riconoscerei. Eppure apro qualcosa scritto 11 anni fa, o 10, e vedere come si adatterebbe anche adesso è traumatico. I discorsi sul perdere se stessi e su tante altre sensazioni … che dimentico e ricordo ogni volta. Lo stesso modo di analizzarmi e decidere e impormi risoluzioni. La stessa me e le stesse paranoie, camuffate.