Mi preparo per andare alla festa della lana, il che significa che mi metto addosso la roba più sporca che ho, delle scarpe senza tacco, ma mi trucco, che è giusto essere bellissime anche in mezzo a stupide pecore – umane e non. Mi chiedo quand’è che sono passata dai vent’anni ai quaranta visto che penso più spesso di andare a sagre della polenta concia, casagnate e feste della vendemmia piuttosto che andare in discoteca o ad un rave a distruggermi d’alcool e droga. Perdersi vent’anni così fa strano, ma almeno ho superato lo scalino scioccante tra l’adolescenza e la vecchiaia senza nemmeno accorgermene.
Le missioni della giornata, comunque, sono due: fare foto e comprare la pecorella d’argento che a distanza di un anno ancora mi dispero di non aver comprato quando l’avevo vista. Il resto è noia.