Su Facebook ho 106 contatti. I miei cellulari, che a lasciarli a casa o in ufficio nemmeno me ne accorgo (e ne ho due solo perché Vodafone m’ha regalato 200€) hanno una decina di numeri in rubrica; anche se quello non ufficiale ne ha semplicemente tre, che sono gli unici che chiamo. E allora viene da cercare di ricordarsi in che punto esatto della mia vita la mia socialità è andata a puttane e soprattutto perché, nonostante questi numeri, non abbia ancora nessuna intenzione di riportarla sulla retta via; non ho voglia di impegnarmi a parlare facendomi capire, a sopportare piccoli e grandi difetti altrui, ad interessarmi a conversazioni che non mi interessano e a mordermi la lingua per non parlare di cose che mi interessano, e se non si fanno tutte queste cose (soprattutto la parte del sopportare) allora le cose vanno così, come la storia dei tre numeri. Non mi dispiace, onestamente, di non avere voglia di coltivare, di farmi apprezzare, o peggio ancora di essere di supporto a qualcuno; quella è una parte di me che è stata prosciugata completamente da persone che sapevano solo prendere e ora non ce n’è per nessuno, al contrario, c’è tutto il resto che ne ha preso il posto, come le insicurezze e l’insofferenza ed è giusto che qualcuno si prenda quella parte senza avere quella buona in cambio per un po’.
Mi annoio ancora. Ma settimana prossima, palestra tutti i giorni. Sarò un’annoiata magra e tonica.