E’ di uno scazzato che fa spavento. E non è solo il momento critico sul lavoro, non è solo il ritardo di un’ora e mezza dei treni stasera né lo sciopero di domani, non è solo quel pessimo gatto che da quando entro non fa che miagolare, non è solo la casa in disordine, non è solo continuare a leggere ciò che non dovrei, non è solo supporre cose e non avere indietro le contestazioni che si vorrebbero, non è solo l’aver discusso malevolmente di certe cose con qualcuno, non è solo il tenersi dentro troppe cose, non è solo fare sempre i soliti discorsi che girano intorno, non è fare un monologo al telefono e dire vabeh ciao e mettere giù perché l’altro non sapeva cosa dire in una telefonata del buongiorno. E’ tutto questo ed è anche l’autunno che non arriva, il freddo che non è abbastanza, le sciarpe ancora chiuse nel cassetto, novembre però che si avvicna troppo in fretta, il sentirmi dell’utilità di un cuscino quadrato d’arredamento: sono stanca. Come sempre, questa stanchezza che non è fisica e non è mentale, tutto regisce bene, solo che sono stanca, stanca. Che vorrei stare sdraiata a fissare il soffitto per più o meno la durata di un sempre.